Egli s'era gettatto in mare dal Piemonte — e lo salvammo malgrado tutta la velocità del vapore — con uno di quei colpi di mano che tanto onorano l'uomo di mare —
Fermare il piroscafo — metter un canoto in acqua — e precipitarsi nello stesso con tutta la velocità, di cui è capace il marino — senza misurare il pericolo — e vogare verso il pericolante, alla direzione indicata da quei di bordo — fu tanto presto fatto quanto si descrive — Il marino Italiano, non è secondo a nessuno, in quei momenti, che molto abbisognano di sveltezza e coraggio —
Eppure tale individuo che sembrava così deciso a morire, cambiava divisamento colla freschezza dell'acqua — e colla prossimità della morte — giacchè una volta in mare, egli nuotava com'un pesce — e faceva ogni sforzo per ragiungere i suoi salvatori —
Lo stesso successe al Lombardo, e questa volta, quasi diveniva fatale alla spedizione, la pazzia del preteso suicida —
Quell'individuo aveva fatto la prima prova col Piemonte a Talamone — In quel porto, ove sbarcammo la gente in terra — per meglio adagiarsi che a bordo ove necessariamente era ristretta — egli s'imbarcò sul Lombardo, di contrabbando; poichè tenuto per pazzo — s'era sbarcato dal primo — e s'era raccomandato al comandante di Talamone — Non si sa come però — egli s'era trovato nuovamente sul Piemonte — e col canoto che lo salvò s'era rimesso al Lombardo. Da questo fece l'ultima prova d'annegamento nella sera del giorno 10 — vigilia del nostro aprodo in Sicilia —
In quella sera del 10, lusingandomi di poter scoprire il Marettimo — io avevo fatto fare grande sforzo di macchina al Piemonte, di marcia superiore — E quindi per tale motivo — e per la caduta in mare dell'individuo suddetto dal Lombardo — questo nostro compagno era rimasto indietro fuori di vista —
Non avendo potuto scoprire il Marettimo — io pensai subito al compagno — che avevo rilevato al tramonto e che compariva una nuvoletta sull'orizzonte —
Mi nacque subito un senso di pentimento — di timore, aumentato dalla caduta della notte — Staccarci dal Lombardo, e per colpa mia — era spiacevolissima cosa — ed un contratempo alla già ben ardua impresa —
Feci perciò, diriger subito la prora alla direzione del compagno — Aumentandosi l'oscurità della notte cresceva il mio timore — ogni minuto sembravami un'ora — l'incidente poi dell'uomo in mare — non saputo e ch'era causa del ritardo — io stetti per un momento in dubbio di smarrire il Lombardo — È indicibile, ciocchè io soffersi in quel breve tempo — e qual rimprovero facevo a me stesso — per la folle impazienza di spingermi alla scoperta del Marettimo —
Finalmente comparve il Lombardo — ed era naturale il non perderlo, navigando l'uno sull'altro — eppure io avevo avuto una paura maledetta!