Una marcia continua di otto giorni — a non meno di 25 miglia al giorno — ci mise, inaspettatti, sotto le trincee della piazza —
Era una di quelle notti d'inverno, in cui un ricovero ed un po' di fuoco è una vera fortuna — ed i poveri militi della libertà laceri ed affamati — colle membra intrise dal freddo — esposti a fitta pioggia di tempestoso diluvio che ci avea accompagnato in tutta la marcia — avanzavansi silenziosi ed intrepidi contro i forti e le mura guarnite di sentinelle —
A poca distanza eransi lasciati i cavalli, sotto la custodia d'uno squadrone di cavalleria — e ciascuno rotolando i miseri cenci, preparavasi all'assalto che doveva aver luogo al primo «chi va là» delle sentinelle —
I militi della Republica assalirono quelle mura come lo avrebbero potuto eseguire i primi soldati del mondo — Pochi furono i tiri d'artiglieria e di moschetteria del nemico — poca la resistenza sulle mura — ed i nostri montando sulle spalle l'uno dell'altro — in poco tempo furon nell'interno della piazza.
Alcuna resistenza di più, fecero i quattro forti che dominavano la trincea — A 1 ora dopo mezzanote principiò l'attacco, ed alle 2 erimo padroni della trincea e di tre forti — con perdite relativamente indifferenti — e senza aver sparato un tiro da parte nostra.
In potere delle trincee, di tre forti su quattro, e tutti dentro della città — sembrava impossibile, non dovessimo rimanerne padroni — Eppure!... anche questa volta si doveva aver la peggio!
La stella della Republica tramontava — e la fortuna era nemica al Duce nostro —
Trovandosi dentro la città, i militi nostri — affamati e cenciosi — credettero altro non vi fosse da fare; che mangiar bene, bever meglio — vestirsi — e depredare — La maggior parte quindi, si dispersero coll'idea del saccheggio.
Intanto rinvenuti dalla sorpresa — rannodaronsi gl'imperiali in un forte quartiere, e fecero testa, in numero d'alcune migliaja — Li assalimmo, e ci respinsero — Cercavansi i nostri militi per rinnovare gli attacchi, e non si trovavano — o se s'incontravano, erano carchi di bottino, ebbri, e senza volontà di rischiar la vita — essendo divenuti ricchi — Parte di loro avean danneggiato i fucili servendosene per abbatter le porte delle case, e negozi che volevano depredare — altri li avevano senza pietre focaje che avevano perdute —
Il nemico da parte sua, non perdeva tempo: vari legni da guerra che si trovavano nel porto, presero posizione infilando le strade da noi occupate — giacchè il paese era proprio edificato sulla sponda del lago —