In luogo di barche, quindi, noi ci occupammo di cavalli — essendovi dei puledri in quantità, in quel sito — abandonato da vari mesi dai proprietari che appartenevano al partito imperiale — Quei puledri servirono per fare de' miei marinari, altretanti cavalieri — ed alcuni anche, malamente, domavano cavalli —
È, S. Simon, un bellissimo e spaziosissimo feudo benchè, allora distrutto ed abbandonato — e credo era proprietà d'un conte dello stesso nome, esule o i di cui eredi erano esuli, per diversità d'opinione dalla dominante Republicana —
Non essendovi padroni, e quelli essendo avversari, noi facevamo da padroni in quel luogo — La padronanza nostra però, consisteva di servirsi degli animali del feudo per alimento — non avendo altro — e di divertirci a domar poledri — In quel tempo (16 settembre 1840) la mia Anita ebbe il suo primo nato — Menotti, la di cui esistenza era un vero miracolo — poichè nel decorso della gravidanza, la coraggiosissima donna avea assistito a molte pugne, sopportate molte privazioni e disagi — ed una caduta da cavallo, per cui nacque il bambino, con una ammacatura nella testa —
Anita partorì in casa d'un abitante di quella campagna, nelle vicinanze d'un piccolo villagio chiamato Mustarda — ed ebbe tutte le cure, immaginabili da codesta generosissima famiglia per nome Costa — Io sarò riconoscente a quella buona gente tutta la vita —
Ben valsa alla mia buona consorte trovarsi in quella casa — poichè le miserie che si pativano allora nel nostro esercito — erano giunte al colmo — e certo io non avevo come regalare la mia cara partoriente, ed il mio bambino, con un solo fazzoletto —
Mi decisi, per assistere i miei cari con alcuni panni, a fare un viaggio alla Settembrina[49] ove alcuni amici — massime l'eccellente Blingini, mi avrebbero sovvenuto di qualche cosa[50] —
In conseguenza — mi misi in viaggio, attraverso le inondate campagne, di quella parte tutta alluvionale della provincia — ove per giorni intieri, io viaggiava, con acqua sino alla pancia del cavallo —
Passai nella Rossa Velha (vecchio campo coltivato) ove incontrai il Capitano Massimo dei lancieri liberti, il quale mi accolse da vero e generoso compagno. Egli era stato preposto, con un distaccamento dei suoi militi, alla custodia delle cavalladas — (cavalli di riserva) in quelli eccellenti pascoli —
Giunsi in quella località di sera, con forte pioggia — vi passai la notte — ed all'alba dell'altro giorno — essendo anche maggiore, mi rimisi in viaggio — contrariamente al parere del buon Capitano, che voleva fermarmi per aspettare tempo migliore —
Premevami troppo la mia missione, per diferirla, e mi avventurai nuovamente in quel diluvio di inondazioni —