MASSIMO.
Ti avevo fatta più vecchia di quello che sei. La tua gioventù poteva essere un impedimento.
NENNELE.
Bravo! Avvertimi! Per poco non s'è litigato. Essa mi dava 26 anni, io picchiavo sui miei 22. Breve: chiama il figliuolo.
TOMMY.
L'orfano.
NENNELE.
Che ha nome Gastone. Un mostricciattolo moccicoso a sedici anni. E Gastone appare. Io stendo il mio Ollendorf sulla tavola e faccio per cominciare. E la madre si mette a sedere a canto al figliuolo e mi pianta gli occhi in faccia come per sconcertarmi. Io comincio a dire una proposizione in francese, la traduco in inglese e la faccio ripetere a Gastone. Ma quella! Quella voleva la grammatica, le regole, le definizioni. Una tortura. Ho misurato d'un tratto l'abisso della mia ignoranza. Sai cosa mi ha trattenuto dal fuggire? L'idea della scala buia, che non si può scendere correndo. Non c'era altro che lasciarla dire e seguitare intrepida: il temperino del mio maestro, il cappello della zia, l'ombrello del mio vicino….
SCENA QUARTA.
Detti. 1.° PITTORE, un vecchietto, capelli lunghi, aspetto di artista romantico; entra dal fondo non visto.