MASSIMO.

Vedi, non volevo proprio dir questo. Era da prevedere che alla prima prova tu avresti ingrossate le difficoltà dell'impresa e te ne saresti scoraggita. Ciò avviene di tutte le cose. Quanto alla signora Rouillet se non è nata vedova come tu dici, lo è rimasta dopo otto mesi di matrimonio, perchè suo marito, ingegnere, è morto sotto una frana in una miniera, dove era sceso, dopo uno scoppio di grisou; la vedova campa di una magra pensione che l'obbliga a mangiare piuttosto cavoli che tartufi, i quali tartufi del resto non olezzano nemmeno essi. Il figlio si chiama Gastone, perchè i nomi si usa darli i primissimi giorni di vita, quando cioè tutti quanti siamo belli e brutti ad un modo. Io, se avrò mai dei figliuoli li chiamerò Giuseppe o Clemente o Bartolomeo, per cansare il pericolo delle antitesi ironiche, ed anche per una certa mia inclinazione a trovare la poesia nelle cose prosaiche. Ma non puoi pretendere che tutti abbiano la mia saggezza. La domanda sull'età, te l'ho spiegata. Nelle case dove non ci sono sale di ricevimento, è naturale che la madre rimanga nel tinello, anche se il figliuolo ci sta imparando l'inglese da una bella signorina italiana, e finalmente quella voleva la grammatica perchè a' suoi tempi le lingue si studiavano così e perchè l'ha studiata e la sa.

TOMMY.

Piglia e insacca.

NENNELE.

E io non la so.

MASSIMO.

Oh Dio!

NENNELE.

È vero. Non l'ho mai studiata. Sono passato da una bambinaia toscana ad una governante inglese e da questa ad una tedesca.