TOMMY.
Non capisco.
NENNELE.
Mi pare che tutto l'avvenire è lì. Mi pare che è la domanda più importante che ti posso fare. Non so spiegartelo. Mi viene così.
TOMMY.
È strano che mi domandi una cosa che m'è venuta in mente tante volte in questi giorni. Vuoi dire, se ho saputo volere almeno un momento.
NENNELE.
Forse. Sì. Almeno un momento.
TOMMY.
Difficile! Quando ho accettato ero persuaso di volerci durare…. Ma, se mi hai visto, mi son messo subito a scrivere un biglietto per mandarlo laggiù dove mi aspettavano a colazione. E mentre scrivevo, sentivo una voce ironica dentro di me: Bravo. Tieni una porta aperta. E ero stupito che la decisione non m'avesse costato più sforzo. Mi dicevo: Al momento buono vorrò. Contavo che le cose mi avrebbero preso. Ci sono andato. Il padrone mi ha fatto visitare tutta la fabbrica. Bello! Un apparato di energie delicate e sicure. Poi mi ha condotto nel suo studio e mi ha dato a scrivere due o tre lettere…. da nulla. Nulla mi ha colpito. Nessuna fatica, nessun disgusto.