MARIO.
Come l'hai saputo?
PAOLO.
Ne ho le prove, ti dico.—È un'ora che le rileggo. Sono ancora sbalordito! Erano là da un mese….—Sai che appena mi giunse a Milano il telegramma da Londra che annunciava il suicidio, io sono corso nell'alloggio di Luciano, vi ho raccolto tutte le carte, e ne ho fatto un plico suggellato che portai poi qui.
MARIO.
Ti avevo detto di bruciarle.
PAOLO.
Volevo infatti, ma poi credetti bene di aspettare che l'amministrazione dell'Ospedale, quale erede, avesse verificato i conti. Un'ora fa, venne qui il Sindaco, d'incarico del Sotto-Prefetto, a consegnarmi il portafogli che si era trovato indosso al cadavere e che il nostro Console aveva spedito da Londra al Ministero degli esteri. Stavo per chiuderlo nella scrivania, quando mi prese, non so come, la smania di cercarvi la ragione di quel suicidio che nessuno di noi aveva saputo spiegare.
MARIO, movimento.