Addio Don Giovanni. (via Fabrizio dal mezzo).
SCENA V.
Marcello, poi Anselmo, poi Clemente.
MARCELLO
Seccatore, va. Vediamo. (legge) Caro fratello. Ma grullo che sei, perchè, scriverle a me le tue lettere d'amore? Che me ne faccio io? Dacchè mi richiedi del mio avviso ti dirò che sono persuasa che essa ti ama e ne ho anzi mille prove... (smette di leggere) Oh cara sorella! (bacia la lettera, poi ripiglia) che essa ti ama, e ne ho anzi mille prove e che non dimanda di meglio che di vederti uscire dal tuo incomprensibile silenzio. Quanto alla mia venuta, essa è in questo momento assolutamente impossibile... (smette di leggere) Oh! (ripiglia) la bambina convalescente non mi lascia partire... (parlando) dacchè è convalescente! (legge) d'altronde nei termini in cui siete, il tuo amore essa lo deve conoscere da te e non da altri. Ho pensato un momento a mandarle la tua lettera... (parlando) che idea! (legge) a mandarle la tua lettera, ma ciò non farebbe che metterla in imbarazzo, poichè essa non te ne potrebbe tener parola se tu prima non intavoli il discorso, e ti conosco troppo per sperare da te un simile ardimento. (parlando) Ha ragione (legge) Mio marito, non puoi figurarti quanto egli ride di te... (parlando) lo sciocco! (leggendo) mi propose allora di mandare a lei la tua lettera chiusa, avvertendola che tu saresti andato a leggergliela; ma ciò non servirebbe che a farti sospendere la tua visita. Però siccome in fondo l'idea era buona, abbiamo insieme deliberato di mandare a lei, chiusa in una busta e col recapito, la lettera incendiaria che tu mi scrivesti, pregandola, poichè tu sei tale uomo da poter ricevere in casa tua una signora per bene, senza pericolo di sorta per la sua riputazione, pregandola di recarla in persona da te, perchè tu glie ne dia lettura... (parlando) Oh! (legge) e così abbiamo fatto. Aspettala dunque quandochessia poichè questa lettera diretta a te e quella diretta a lei partono insieme collo stesso corriere. (parlando) Oh mio Dio! E ora se viene qui... e ci trova quegli altri! (guarda il pendolo) Non sono ancora le due. (suona il campanello) Fabrizio pensi lui ad accomodare... ha un'ora di tempo. (Anselmo entra)
Il barone Fabrizio è uscito?
ANSELMO
Sissignore.
MARCELLO