—Le guardie.

Erano due com'essi, armati com'essi, fermi a guardarli.

—Il colpo è fatto,—rispose il Rosso,—scendiamo.

Diffatti le guardie non potevano, per la distanza, averli ravvisati e di cacciatori in paese ce n'era tanti, che valli a scoprire. Al più occorreva, per non perdere la preda, avanzare le guardie nella discesa; una volta padroni dei camosci, a nasconderli ci pensavano essi.

Il Balmet non perdeva d'occhio il nemico.

—Hanno un cannocchiale.

—Sì? A me!

E senza pure un secondo di esitanza, il Rosso si pose a ricaricare il fucile dopo di aver minacciato con un gesto le guardie.

—Giù!—gridò il Balmet, e si gettò lungo e disteso sulla roccia.

Dall'altra partì una schioppettata; il Rosso lasciò cadere l'arma, urlò un Cristo, tentò un passo verso il compagno e rotolò a terra. Le guardie, fatto il colpo, erano scomparse.