FILIPPO
E il Dottore ha creduto?...
ELENA
Che sollecitassi la commendatizia. Ma sua colpa! Era là ritto contro la scrivania. Avevo fatto cadere a terra il vostro ritratto, l'ha raccolto felice della caduta, e per rimetterlo a posto si chinava fino sulla cartella dove stavo scrivendo. Mi divertivo come una pazza. Mi dicevo: se legge, se avverte l'inganno, gli confesso ogni cosa e ci si fa una risata. Ho piegato il biglietto piano piano, mettendoglielo sotto il naso; a non leggerlo bisognava farlo apposta, perchè saltano agli occhi due parole: Buon giorno. Era una corda di salvamento che gli gettavo.
FILIPPO
Ci pigliava gusto ad affondare. Chissà stanotte quanto avete meditato il piano di battaglia!
ELENA
Che! Ho dormito d'un fiato — credete ch'io sappia quello che dirò a quel disgraziato quando tornerà fra mezz'ora in casa mia? Non una parola. So che finirà per restare — ecco tutto. — L'arte della seduzione consiste nella facoltà di mettersi improvvisamente in uno stato d'animo che desta interesse. Un sentimento non è vero, perchè dura, ma perchè lo si prova. — Hanno torto quelli che declamano contro le grandi ammaliatrici. Nel momento della seduzione esse prodigano il fiore dell'anima loro, e i fiori più delicati sono quelli che durano meno. Il vostro Dottore non può lagnarsi se in cambio della sua rinunzia gli lascio intravedere per un istante le superbe ricchezze del mio cuore ignote a me stessa.
FILIPPO
Ma se una volta odorato il fiore e adocchiato il tesoro l'amico da uomo saggio vi levasse l'incomodo?