La lettera di suo zio. Rimango.

ELENA

No, no. Andiamo! — Che follia! Tenga quella lettera. Vede bene che sono cattiva! La tenga, non la voglio, le dico.

ANDREA (la riprende — imperioso)

Perchè ha detto quelle orribili parole?

ELENA

Oh, Dio! Perchè questa mia scontentezza è superbia bella e buona; disprezzo gli altri perchè mi credo di più di loro. Con che diritto mi metto sul piedestallo? Non verrà, ma può venire il giorno che la voluttà di profanare...

ANDREA

E non crede che se avesse un amico?

ELENA (incredula ridendo)