D'ALMÈNA
Bravo, le tue famose bricciole.
FILIPPO
Ma no. Che non c'erano più. Quando non parevo, le baciavo la mano, qualche volta mi arrischiavo fin sopra il braccialetto, è sempre tanto di preso, ma ora..... dieta assoluta. Già meglio così, perchè colla fame che mi strugge... Se non si trattasse che di far le visite come gli altri, passi, ma chi è buono a reggere per delle settimane con una donna come quella, a vederla ogni giorno e ogni sera, spesso sola, a sentirla stuzzicarvi di proposito, ora con slanci di gaiezza disordinata, ora con frasi temerarie, ora con amarezze, ora con certe faccie peccaminose che farebbero squagliare un patriarca; chi è buono a durare tanto tempo al gioco pericoloso dell'amore, a parlar d'amore, a ridere d'amore, a far progetti d'amore, a metter l'amore in tutte le salse....., fuorchè nella buona, senza sentirsi scosso, aggirato, trascinato, flagellato, morso e strozzato da quest'amore maledetto e perderci la pace, la salute, l'appetito, il cuore e quella poca testa che vi regge sul collo? Sono innamorato come uno studente.
D'ALMÈNA
Di che ti lagni se essa lo vuole?
FILIPPO
Sicuro che mi lagno! Chi lo sa quello che vuole? È impazzita. Un giorno mi dice: Filippo, andiamo in Isvizzera? Quando? Domani. E via progetti sui laghi, le locande, le zampogne..... poi passa una nuvoletta, e servitore! sarà per un'altra volta. Si fa per chiasso, s'intende, ma bisogna esserci al giuoco ed inghiottire tutta l'acquolina che inghiottisco io! E poi, chi lo dice che si fa per chiasso? O non è donna da partire davvero sul momento? E quel satanasso d'un Dottore che trova modo d'andar per le gazzette ogni giorno! Lo capisci? Un uomo che mi contrasta, e non lo vedo che stampato. L'altra settimana, già lo sai, quando il Tevere arrivò fino al Corso, il Sarni vede un vecchio in pericolo di vita, si butta in acqua nella corrente e lo salva. Ciò prova che sa nuotare, ecco tutto; ma anche le inondazioni gli fanno per gonfiarmelo. Era il giorno appunto che si parlava della Svizzera: ogni due sere ci si ricasca; ho già traversato il Gottardo una diecina di volte....... idealmente. Capita il giornale: l'eroismo del dottor Sarni. Crac; il treno si ferma, il Gottardo non è più forato, la Svizzera è sfumata. E le assenze? Sul più bello d'una mia volata lirica, mentre mi sto maravigliando meco stesso della mia eloquenza, la guardo, è trasfigurata. Gli occhi le vanno lontano..... nel paese dei dottori; capisco che sorride ad immagini che io non so destare, che piange per dolori che non mi riguardano, il suo sguardo ha delle dediche intenzionali che mi fanno le corna. Un asino del tutto non sono. Le cose chiare le intendo. Se quella donna un giorno o l'altro farà la corbelleria, sarà per amore d'un terzo. Mi capisci?
D'ALMÈNA
Ti spieghi così bene!