ANDREA

Com'è inutile quanto stiamo per dire!

ELENA

Oh Andrea! Vorrei essere in punto di morte perchè non mi poteste negare misericordia. Se sapeste quanto ho sospirato e temuto questo momento! Sono venuta al ballo apposta. Or ora quando siete entrato qui, temetti di non potermi reggere. Di là vi ero passata vicino vicino e mi avete guardata ridendo. Sono ammalata, lo vedete. Vi supplico di ascoltarmi; non so quello che vi dirò; ho provato a raccogliermi e a meditare per trovare parole efficaci, ma non ho saputo. Che importa? Qualunque cosa vi dica non ho che da cercare ciecamente nell'animo mio per trovarci l'umiliazione ed il pentimento. Andrea, sedete qui ed ascoltatemi; così ritto ho sempre paura che fuggiate.

ANDREA

Che nuova scommessa avete fatto?

ELENA

È giusto. Dovete rispondermi così, anche se non lo credete; dovete provare una tale smania d'insultarmi e di farmi del male. Ve ne ho fatto tanto! Questi giorni cercavo di mettermi al vostro posto, di immaginare ch'altri m'avesse offesa come vi ho offeso io e ne provasse poi il pentimento che ne provo. Ebbene, pensate se avrei voluto dispormi a perdonare! Non ci riusciva. Sentivo che sarei stata inesorabile.

ANDREA

E allora perchè seguitare questo discorso così penoso? Di me non avete a temer nulla, del male non ve ne posso fare.