È mattiniera. La facevo appena levata. Questa è la sala dove eravamo ieri? No — Bello! com'è pieno di fiori! Che profumo! Per un anno, addio primavera. Quanto la pagherei fra tre mesi una fogliolina fresca di rosa! Sicuro che è facile la vita qui dentro (siede). Per stare in ozio. Che vita strana, artificiale. E che donna strana. Nemmeno il pudore di nascondere in faccia ad un estraneo la sua intimità col Barone; perchè è chiaro; quei due..... fanno il paio. Ma se lo tenga il suo Barone. E io avrei dovuto dare accademia di quadri polari per fornire poi argomento ai loro discorsi quando sono a corto di galanterie. Fossi grullo! (s'alza). Questi seggioloni sono il vero emblema della società che li adopera. Hanno una mollezza che agguanta. Quando ci si è seduti bisogna fare uno sforzo per levarsene. Ah! le buone sedie dure che fanno lavorare. Non vedo l'ora di esser partito. Tutti questi giorni che mi vanno in visite e provviste mi stancano. È una settimana che non ho aperto un libro (prende la fotografia che è sullo scrittoio). Il ritratto del Barone. L'avrei giurato; e proprio lì sullo scrittoio per vederselo davanti ad ogni momento. Miracolo che non l'avesse di là nel salone. Là ci terrà gli Album con tutti gli altri: questo è il santuario degli eletti. Non è antipatico! Ha un'aria volgare, e mi fa maraviglia che lei così fina... Rimettiamolo bene a suo posto, che non se lo trovi mancare. Così — (vede l'altra fotografia sul camino). Un altro! Dello stesso alla stessa. È un'esposizione! Scommettere che ci trovo il terzo là su quel tavolino? (va al tavolino) No, un atlante. Il viaggio della Vega. Oh, oh! E i fogli sono tagliati, e il libro ha l'aria d'esser stato letto... Ci sono dei segni in margine e delle note... Vediamo; ah! dove descrive l'invernata nel paese dei Ciuschi... la nota dice: Ecco degli uomini! Lo credo bene, meglio che i suoi fantocci da cotillon! (sente la voce d'Elena nella sala vicina) Eccola!
SCENA II.
Elena e detto.
ELENA (con cappello e mantello)
Perdoni, sig. Sarni. È un pezzo che aspetta? Ho l'abitudine di fare ogni mattina una passeggiata a piedi. Son venuta di corsa. Si vede, eh? (suona il campanello).
ANDREA
Quello che si vede le sta così bene...
ELENA
Pensavo che il suo tempo è prezioso; chissà quante cose le restano a fare.