Oh!... lasciatemi... Mentiva... mentiva di nuovo, mentiva sempre... Come la sanno quell'arte! Quella inquietudine, quella freddezza, quella ironia, quell'ira che gli sfavillavano negli occhi... erano bugiarde... Mentiva! Chi vi ha dato il diritto di insultarmi in quel modo? Avete carpita la mia fede, le mie più intime confidenze... avete assistito per virtù d'inganni... ai miei dolori ed alle mie gioie... chissà, avete forse sorriso a vedermi così giovane ed ingenua..... ebbene, avete agito bassamente, signor duca... lasciatemi...

(Alfonso non si muove).

BERTA

Lasciatemi, vi ho detto... Sareste così... da non obbedire al comando... d'una donna?

ALFONSO

Perdonatemi... bisogna che mi discolpi... non posso durare sotto il peso del vostro disprezzo. Vi giuro che il mio fine fu onesto... e difatti nessuno mi costringeva a questa confessione... Credetelo, marchesa, fui precipite troppo nell'attuare un progetto... infantile forse; ma non ci fui mosso che da giusti ed onorevoli sentimenti... Non ho carpito la vostra fede, no; mi avete conosciuto per onesto uomo, e confidaste in me... ebbene... vi so dire che le ho meritate queste confidenze...

BERTA

Come si chiama quella donna?

ALFONSO

Non lo so.