Che dici?
RANETTI.
Rispondo a segno come tu domandi. Se vuoi farmi dire…. avanti…. musica!… tu batti, io ripicchio e andiamo d'accordo.
GIULIO.
Seguita, va'.
RANETTI.
È bell'e finito. Il colonnello s'informò, chiamò gli ufficiali, mandò a cercare di me, poi ci raccolse tutti a casa sua…. c'era anche il tenente Rovi, un bravo ragazzo! Se tu sentissi come imita Ferravilla! sai, quell'attore milanese. Io non ho mai sentito Ferravilla, ma…. tale e quale. Il colonnello mi dimandò: Cosa vuole lei dal tenente Rovi? Io gli risposi: Non voglio niente, ne ho già avuto; mi ha dato del villano.—E lei cosa vuole dal signor Ranetti? Mi ha preso per un braccio.—Bene, lo preghi di darle la mano e lo prenda per la mano. E fu lì che stringendomela, il tenente ha detto una frase…. non mi ricordo…. in milanese, ma così buffa, che siamo scoppiati a ridere tutti quanti. Bravi ragazzi! Pensare che loro vanno alla guerra! Stasera ho offerto da pranzo io…. e domani il tenente. Voleva esser lui il primo; ma il colonnello, sa anche il latino, ha detto: Cedant arma…. Tu ci vieni?
GIULIO.
Io?