Sei buono!

GIULIO.

Perchè? Perchè ho difeso Fabrizio? Farebbe lui altrettanto e più per me. Non lo credi?

EMMA.

Sì. Sei buono.

GIULIO.

È così facile quando si è contenti. Paragono la mia vita alla sua e mi trovo possedere tante ragioni di felicità e lui così poche, che mi pare di essergli in debito. Io ho te, ho Gemma, gli affari prosperano, la gente mi vuol bene. E lui! Domenica quando andavo a raggiungerti alla villa di tuo zio, avevo presa la scorciatoia che costeggia il Vasco: l'ho visto là tutto solo che andava su e giù per il greto, con un'aria così abbandonata! L'ho chiamato, è venuto arrossendo di che lo avessi colto in flagrante delitto di poesia, diceva lui! Gli altri della sua età e della sua condizione la domenica vanno in brigata, se la godono, egli aveva proprio l'aria di non essere di nessuno. Eravamo a pochi passi dalla villa, l'ho invitato ad accompagnarmi che avrebbe pranzato con noi. Non ci fu verso. Mi sono voltato due o tre volte a guardarlo ancora che tornava in città. Povero diavolo! Ti fa pena eh?

EMMA.

Perchè?

GIULIO.