Non uccider la vita.
Diana.
Bertrada, mia sorella,
Amò quanto a cortese anima si concede;
E n'ebbe, immeritata e terribil mercede,
L'abbandono, — Io, vegliando al suo letto daccanto,
Ne ascoltavo i lamenti, ne raccoglievo il pianto,
Ne confortavo i giorni estremi. Era la mia
Sola e buona compagna, e con lenta agonia,
Giovin tanto, l'uccise l'amorosa ferita.