Di rintuzzar l'orgoglio della superba e farmi
Chiaro nelle tenzoni dell'ingegno e dell'armi.
Qui venni e nel cospetto di lei fui tratto. Oh quanto
La veritiera immagine era maggior del vanto!
Avevo corsa Europa; al suon del mio liuto
Sovente era mercede di una bella il saluto;
Mi eran noti i sorrisi della vecchia Castiglia
E le beltà procaci di Granata e Siviglia;
Le pallide fanciulle del Reno hanno tesoro
Di grandi occhi celesti e di capelli d'oro;