O cortili ingombrati dai cardi e dalle ortiche,
O gotici leggii, o vetri istorïati,
O figlie flessuose di padri incappucciati,
O sciarpe ricamate fra l'ansie dell'attesa,
O preludi dell'arpa, o nenie della chiesa,
O mura dei conventi malinconici e queti,
Celle di sognatori, di santi e di poeti,
Voi dell'arte e dei sogni siete i lucenti fuochi,
Voi, vivi solamente nel rimpianto dei pochi!
Il tempo, onde nessuna umana opera dura,