È l'Occhio.

(Ugo e Gottifredo danno segni di giubilo, Diana impallidisce; fra gli scudieri, i paggi, gli ufficiali, gli uomini d'arme, corre un mormorio che Diana fa cessare con uno sguardo severo).

Diana (scende lentamente dal seggio e si avvicina a Ugo).

Hai vinto. — Io sono la tua sommessa ancella,

È tua la mia corona, son tue le mie castella,

I miei vasti domini son tuoi; la mia milizia,

Il mio alto diritto di moneta e giustizia,

Il mio seggio al consiglio dei pari, i miei vassalli,

I servi della gleba son tuoi. — Cento cavalli

Partiranno domani con ricchi doni e molto