E fingo che il mio fato conduca un forte e bello
A superar la fossa del mio patrio castello;
Lo ascolto in tuon sommesso mormorarmi parole
Più ardenti e più feconde che la luce del sole,
E lo guardo negli occhi che divampano fuoco,
E mi cullo in visioni celesti.... e a poco a poco
Mi risveglio.... e le sale del mio patrio castello
Non suonan mai dei passi di questo forte e bello.
Renato.
Al marchese d'Andrate opponesti un rifiuto: