Perchè, se il labbro ha sete, sempre la coppa hai piena,

Perfin contro il futuro spingi il folle ardimento?

E gridi alla tua sorte: io voglio e non pavento?

Ma non lo sai, fanciullo, non te l'han detto ancora

Che assai lungo è il cammino, che la vita è di un'ora?

E che, prima di giungere al culmine agognato,

Avrai le mani lacere e il viso insanguinato?

Che dovrai divorarti il sopruso e l'affronto?

Che oggi ti chiami aurora e domani tramonto?

Ero ancor piena l'anima di splendide chimere