A pag. 193, riproducendo in nota l’ode a Garibaldi del signor Giuseppe Bertoldi, corse un errore di disposizione.
Dopo la strofe sesta «Or leva dai marmorei ec.,» devono seguire le ultime quattro strofe, che cominciano dal verso «Chi sono quei fortissimi» e vanno al verso «Che fa l’americane acque stupir;» poi l’ode continua colla strofe che nel volume sarebbe la settima: «Quando su noi le barbare ec.»
NOTE:
[1]. Essendosi S. M. degnata di mettermi in corrispondenza, per mezzo del Ministro della Real Casa, conte Visone, col cavalier Promis, bibliotecario della Biblioteca del Re in Torino, io esposi allo stesso signor Cavaliere una serie di domande e di quesiti, ai quali egli, dopo altre lettere cortesi, finì col rispondere in questo tenore:
«Ella....., sono persuaso, non potrà a meno di approvare il mio operato, tanto più che tutto il desiderato è sotto suggello. Credo però di non mancare al mio dovere, dicendole che moltissimo non esiste più, essendo stato sottratto, non so nè dove nè da chi; ma è cosa notoria: che del 63 e 64 nulla affatto vi è, forse perchè tolto o regalato: nulla vi è sulla chiamata del Generale nel 1859, e sul richiamo dalla Cattolica; poco sul resto: nulla del Re: qualche copia di proclama e qualche raccomandazione: pochi fogli del 59 e 60 e di qualche altro anno, tutte cose in gran parte pubblicate.»
[2]. Nell’Epître dédicatoire à Madame de Pompadour, premessa al Tancrède.
[3]. Le stesse Memorie son quelle pubblicate da Alessandro Dumas seniore, in due volumi col titolo Mémoires de Garibaldi (Paris, M. Lévy Frères, 1862); e in parte, fino al 1848, edite da Francesco Carrano, allora generale, nel suo libro Garibaldi e i Cacciatori delle Alpi nel 1859. Circa però all’edizione del Dumas conviene stare in guardia, poichè se non può veramente dirsi che il celebre scrittore abbia inventati fatti di sana pianta, li travestì di tante ciarpe romanzesche da diventare talvolta affatto irriconoscibili. Epperò circa a quel periodo le sole Memorie di Garibaldi da tenersi per autentiche son quelle dell’Elpis Melena. Vedi anche sulla storia delle Memorie di Garibaldi confidate ad Elpis Melena un articolo di Saint-René Taillandier nella Revue des Deux-Mondes.
[4]. Altre Vite da consultarsi con frutto per alcuni documenti che vi si trovano sono: P. C. Boggio, La Vita politica aneddotica militare del generale Giuseppe Garibaldi, Torino, 1861; Giuseppe Ricciardi, Vita di Giuseppe Garibaldi narrata al popolo e continuata sino al ritiro nell’isola di Caprera (9 novembre 1860), Firenze, G. Barbèra, 1860; Vita di Giuseppe Garibaldi scritta sopra documenti genealogici, storici, dalla sua partenza fino al recente ritorno in Caprera, Firenze, Le Monnier, 1864. Anche l’opuscolo Garibaldi dal 1860 al 1879 per F. Bideschini, Roma, Tip. del Popolo Romano, 1879, ha particolari interessanti, di cui l’autore, testimonio e attore, può star garante. Taccio le straniere, copiate o calcate quasi tutte sulle italiane. L’ultima comparsa che io mi sappia è The Life of G. Garibaldi by T. Theodore Bent, London, Longmans, Green etc., 1881.
[5]. Fra le Storie generali non va dimenticata quella dell’Anelli, Storia d’Italia, e affinchè audiatur et altera pars, confrontisi anche La continuazione alla Storia universale della Chiesa Cattolica dell’Ab. Rohrbacher dall’elezione al Pontificato di Pio IX nel 1846 sino ai giorni nostri, scritta dal prof. D. P. Balan ec., vol. II, Torino, per Giacinto Marietti, 1879.