L'Europa sarà repubblicana—Napoleone era la forza, nè poteva rinunciare a porre un certo equilibrio tra quella e il diritto. Il mondo per lui era un oggetto di guerra e di conquista per due genî di natura opposti, come i due principî persiani. Ma ciò ch'egli vide fu l'impossibilità d'un sistema permanente di transizione, fu che la guerra tra due principî incominciava disperata, decisiva, finale! O innanzi—o addietro: la umanità era impaziente d'affacciarsi a un'epoca positiva ed organica. Questo egli vide, e gli anni avverano la predizione.

VIII.

Il Popolo! Il Popolo!—Torniamo al nostro grido. È il grido del secolo: il grido dei milioni, che fremono moto: il grido d'un'epoca che s'inoltra veloce. Salutate la bandiera del popolo, però ch'egli è l'eletto di Dio a compiere la sua legge: legge d'amore, d'associazione, d'eguaglianza, d'emancipazione universale. Spianate il sentiero al popolo, però che, dove voi nol facciate, egli lo farà, e volontariamente. Annunciate a tutti la sua manifestazione, i suoi bisogni, e i suoi diritti, perchè, dove un tale elemento s'è rivelato, fu tolta all'individuo, qualunque pur siasi, la potenza di fare contr'esso o senz'esso.

O Italiani, giovani miei fratelli! Se volete imprendere imprese generose, se avete in anima tentare il risorgimento davvero: associatevi le moltitudini. Non v'illudete. Siete pochi, e morrete. È bello il morire per la propria contrada, ma la vostra contrada vi grida: morite lasciandomi libera, perch'io possa onorare almeno i vostri cadaveri. Non v'illudete: santificatevi nell'entusiasmo e nella fede d'una missione, ma badate a non isolarvi nell'entusiasmo: badate a non pensare che tutto è fatto, quando i giovani, che si sono ispirati alle sciagure della patria, si sono stretti la mano, dicendo l'uno all'altro: a domani il banchetto di Leonida.—Siete pochi all'impresa: tanti da ergere un mucchio di spenti su cui si levi visibile all'Europa la vostra bandiera dell'Italia ringiovanita; ma chi la sosterrà quella bandiera, perchè sventoli per sempre sui vostri sepolcri?—Associatevi le moltitudini. Non temete il loro silenzio: quel riposo apparente cova un vulcano, che divorerà colla sua lava il barbaro e i fautori del barbaro. Ma stringetele colla famigliarità: destate in esse la fiducia: amatele, e mostratelo. Il tempo stringe—ed io guardo, e non veggo, che voi operiate abbastanza a meritarvi l'aiuto delle moltitudini nell'ora della lotta.—Perchè giacete? Io v'ho detta tanta parola di lode e di conforto, che posso mormorarvi un rimprovero, senza che voi m'incolpiate di poco amore. Perchè scrivete inezie e canzoni d'amore invece di rivolgere la letteratura al popolo, all'utile suo? Perchè non promovete con sacrificî d'ogni genere l'istruzione elementare, la diffusione dell'insegnamento popolare? Perchè non vi fate voi nelle vostre campagne maestri di lettura ad alcuni degli uomini di montagna? Perchè non rappresentate al popolo i suoi fatti antichi nei quadri, nei libercoletti, negli almanacchi, in tutti i modi che possono illudere la tirannide? Perchè non viaggiate a portare di paese in paese e di villaggio in villaggio la croce di foco?—V'arde il furore di patria che vi ha consecrati a una idea? I vostri passi siano tra le moltitudini. Salite i monti: assidetevi alla mensa del coltivatore: visitate l'officine, e quegli artigiani che voi non curate. Parlate ad essi delle loro franchigie, delle loro antiche memorie, della gloria, del commercio passato: narrate le mille oppressioni ch'essi ignorano, perchè nessuno s'assume di rivelarle. Quei volti che la fame e l'avvilimento hanno sformati, lampeggeranno d'un lampo italiano: quelle mani negre, abbronzite, incallite all'aratro e alla vanga, tremeranno forse brancolando quasi in cerca d'un fucile, d'un'arme—allora dite, o Italiani, avete voi armi?—Per voi, e per essi?—

Moltitudini, ed armi—Eccovi il segreto delle rivoluzioni future.—1832.


FRATELLANZA DEI POPOLI

Peuples, formons une sainte-alliance,
Et donnons nous la main.

Béranger.

Quando Iddio cacciò la terra nello spazio infinito, mandò una voce all'Uomo che l'animava: va! tu sei chiamato ad alti destini: io t'ho creato a mia imagine; ma tu non mi contemplerai faccia a faccia, se non quando potrai posarti davanti a me nella pienezza delle tue facoltà, nell'esercizio libero delle tue potenze ordinate a un intento sublime. Va! io t'ho steso dinanzi una vasta carriera di progresso; ma tu non puoi correrla solo: affratellati in un gran pensiero di sviluppo morale con tutti gli esseri, nei quali troverai riprodotta la imagine mia. La via t'è seminata d'ostacoli; ma va! la vittoria è con te, perch'io t'ho dato la potenza d'associazione.—