§ 4.º
I mezzi de' quali la Giovine Italia intende valersi per raggiunger lo scopo sono l'Educazione e l'Insurrezione. Questi due mezzi devono usarsi concordemente ed armonizzarsi. L'Educazione, cogli scritti, coll'esempio, colla parola, deve conchiudere sempre alla necessità e alla predicazione dell'insurrezione; l'insurrezione, quando potrà realizzarsi, dovrà farsi in modo che ne risulti un principio d'educazione nazionale. L'educazione, necessariamente segreta in Italia, è pubblica fuori d'Italia.—I membri della Giovine Italia devono contribuire a raccogliere ed alimentare un fondo per le spese di stampa e di diffusione.—La missione degli esuli Italiani è quella di costituire l'apostolato. L'intelligenza indispensabile ai preparativi dell'insurrezione è, dentro e fuori, segreta.
L'insurrezione dovrà presentare ne' suoi caratteri il programma in germe della Nazionalità italiana futura. Dovunque l'iniziativa dell'insurrezione avrà luogo, avrà bandiera italiana, scopo italiano, linguaggio italiano.—Destinata a formare un Popolo, essa agirà in nome del Popolo e si appoggerà sul Popolo, negletto finora.—Destinata a conquistare l'Italia intera, essa dirigerà le sue mosse dietro un principio d'invasione, d'espansione, il più possibilmente vasto ed attivo.—Destinata a ricollocare l'Italia nell'influenza tra' popoli e nel loro amore, essa dirigerà i suoi atti a provare loro l'identità della causa.
Convinti che l'Italia può emanciparsi colle proprie forze—che a fondare una Nazionalità è necessaria la coscienza di questa nazionalità, e che questa coscienza non può aversi, ogni qual volta l'insurrezione si compia o trionfi per mani straniere—convinta d'altra parte che qualunque insurrezione s'appoggi sull'estero dipende dai casi dell'estero e non ha mai certezza di vincere—la Giovine Italia è decisa a giovarsi degli eventi stranieri, ma non a farne dipendere l'ora e il carattere dell'insurrezione. La Giovine Italia sa che l'Europa aspetta un segnale e che, come ogni altra nazione, l'Italia può darlo. Essa sa che il terreno è vergine ancora per l'esperimento da tentarsi—che le insurrezioni passate non s'appoggiarono che sulle forze di una classe sola, non mai sulle forze dell'intera nazione—che ai venti milioni d'Italiani manca non potenza per emanciparsi, ma la fede sola. Essa ispirerà questa fede, prima colla predicazione, poi coi caratteri e coll'energia dell'iniziativa.
La Giovine Italia distingue lo stadio dell'insurrezione dalla rivoluzione. La rivoluzione incomincerà quando l'insurrezione avrà vinto. Lo stadio dell'insurrezione, cioè tutto il periodo che si stenderà dall'iniziativa alla liberazione di tutto il territorio italiano continentale, dev'esser governato da un'autorità provvisoria, dittatoriale, concentrata in un piccol numero d'uomini. Libero il territorio, tutti i poteri devono sparire davanti al Concilio Nazionale, unica sorgente di autorità nello Stato.
La guerra d'insurrezione per bande è la guerra di tutte le Nazioni che s'emancipano da un conquistatore straniero. Essa supplisce alla mancanza, inevitabile sui principî delle insurrezioni, degli eserciti regolari—chiama il maggior numero d'elementi sull'arena—si nutre del minor numero possibile d'elementi—educa militarmente tutto quanto il popolo—consacra colla memoria de' fatti ogni tratto del terreno patrio—apre un campo d'attività a tutte le capacità locali—costringe il nemico a una guerra insolita—evita le conseguenze d'una disfatta—sottrae la guerra nazionale ai casi d'un tradimento—non la confina a una base determinata d'operazioni—è invincibile, indestruttibile. La Giovine Italia prepara dunque gli elementi a una guerra per bande, e la provocherà, appena scoppiata l'insurrezione. L'esercito regolare, raccolto e ordinato con sollecitudine, compirà l'opera preparata dalla guerra d'insurrezione.
Tutti i membri della Giovine Italia lavoreranno a diffondere questi principî d'insurrezione. L'associazione li svolgerà cogli scritti, ed esporrà, a tempo, le idee e i provvedimenti che devono governare lo stadio dell'insurrezione.
§ 5.º
Tutti i fratelli della Giovine Italia verseranno nella cassa sociale una contribuzione mensile di 50 centesimi. Quei tra loro che potranno, s'astringeranno nel momento della loro iniziazione all'offerta mensile d'una somma maggiore, corrispondente alle loro facoltà.