[56] Corrispondenza, ecc., pag. 185. Dispaccio del marchese Pareto all'onorevole R. Abercromby.
[57] Corrispondenza, ecc., pag. 184. Abercromby a lord Palmerston.
[58] Idem, pag. 206-7. Normanby a Palmerston.
[59] Idem, pag. 207-8. Dispaccio del 25.
[60] Idem, pag. 292. Pareto a Ricci.
[61] Idem, pag. 408. Abercromby a Palmerston.
[62] I tristi effetti del concetto dinastico erano, col solito acume d'osservazione inglese, indicati, sin dal 31 marzo, in un dispaccio inviato a lord Palmerston da Roberto Campbell, vice-console in Milano: «Fino ad oggi, milord, la massima unione ha prevalso fra tutte la classi; ma dacchè il re di Sardegna è entrato in Lombardia, due partiti sono visibili; l'uno, quello dell'alta aristocrazia, voglioso che la Lombardia e il Piemonte si congiungano in uno sotto il re Carlo Alberto; l'altro, la classe media, nella quale io devo contrassegnare gli uomini di commercio ed i letterati, insieme a tutta la gioventù promettente, parteggiante per una repubblica.» Vedi Documenti governativi pel 1848, pag. 294-95.
[63] Qualche osservazione sulla relazione scritta dal general Bava della campagna di Lombardia nel 1848. È opuscolo prezioso di verità e gioverebbe ristamparlo.
[64] Ai passi estratti dai documenti, giova aggiungerne fra i molti altri due:
«Il governo aveva oramai esaurito i suoi mezzi per contrastare al frenetico entusiasmo del popolo, e bisognava prestamente ottenere una soluzione alla lotta lombarda...