[157] Armand Carrel, G. Cavaignac, Michel de Bourges, Trelat, Raspail, ecc.

[158] La Roma del Popolo, n. 4, 5, 6.

[159] La Roma del Popolo, numeri 7, 8.

[160] Alludiamo segnatamente a un articolo della Perseveranza, 26 marzo, non per importanza da darsi agli scrittori di quella gazzetta, ma perchè essi sono, nel difetto di meglio, accettati come espressione d'una setta governativa lombarda.

[161] «Quella bordaglia che in Parigi, immemore d'ogni affetto di patria, pazza di furore, avida di lucri, insofferente di freni, invidiosa, pervertita dai vizî, dai bisogni e da un sentimento crudele che il godere sia il solo ed uguale diritto di tutti... non è nella sola Parigi.

«L'Assy... è l'agente d'una setta che distende le sue fila per tutte le società d'Europa, e che lega dentro di esse, più o meno, le classi operaje delle principali città industriali al di là e al di qua dei monti.

«In queste classi non mancano, certo, gli animi onesti e puri, e forse, in parecchie delle città italiane, questi abbondano ancora. Ma è certo che nel seno del maggior numero cova un lievito d'odio, di rancore, di sospetto, che niente è più adatto a calmare. La parte ch'esse prendono nella produzione della ricchezza—parte certo grandissima—le accieca sul valore e sul diritto proprio... Possiamo inorridire agli assassinî dei quali ci arriva l'eco; ma in ognuna delle città d'Europa vive pur troppo una perversa ed abjetta genìa, che sarebbe capace di riprodurne lo spettacolo... E nelle classi operaje che sono pure il fomite di cotesto sobbollimento plebeo, si raccolgono le menti più sveglie ed istruite.» Art. citato, e conchiude: «quando l'idea del Governo si abbassa e l'influenza delle classi agiate s'annulla, non mancano se non le occasioni perchè l'infima feccia delle città salga a galla, come ora fa in Parigi, con isgomento e nausea di tutti.»

[162] La Roma del Popolo, numeri 15, 17, 18—15, 21, 28 giugno 1871.

[163] Errore decisivo del sistema inaugurato dal Comune parigino era appunto di perpetuare, affidando a ciascun comune la propria educazione, lo squilibrio esistente.

[164] La vita è l'assieme dei fenomeni che resistono alla morte.