Quai pensier dolce a disperata mente;
E della notte il queto orror profondo
Sol da cadenti stille era turbato,
Esser mi parve abitator d'un mondo
Dal sole e dalla gente abbandonato.
Veglie di gaudio arcano
Inebbriate — addio!
Or come il vulgo umano
Invoco il sonno anch'io.
Nè davanti a marmoreo