Mentre d'intorno a lui l'astro nascente

È festeggiato da giulive note,

Giunte le palme, l'inno della spene

Egli accorda al fragor delle catene.

Oh, te beata, che in solinga cella

Di nero saio le tue membra ammanti,

Appena dal dì vinta è la facella,

Che per te veglia a sacra effigie innanti

Come astro cui non vela la procella,

Queta in mezzo a città romoreggianti