Vostro figlio».

La soprascritta sarebbe stata questa:

Alle riverite mani di mio Padre

Palermo.

Giunta questa lettera all'ufficio di destinazione, gl'impiegati postali discutevano chi potesse essere questo padre; ma uno di essi più pratico degli altri osservò che se il padre era dello stampo del figlio, la lettera la troverebbe di sicuro.

Lupus in fabula. Viene un tale e domanda: «Signore, ci son lettere di mio figlio?» — «Ecco qua» dice il postiere; e gli consegna la lettera in discussione; la quale andava proprio a lui.

Nel libretto col titolo: Raccolta di aneddoti, barzellette, doppi sensi, frottole e facezie; aggiuntovi il pranzo immaginario di 500 cognomi (Firenze, Tip. di A. Salani [1870]) a p. 31 si legge:

«Un giovane di un paese di provincia fra le altre cose che chiedeva per lettera a suo padre, vi fu questa: Mi manderete pure un poco di salciccia fatta con le vostre mani di porco».

N. 41. Ecco il principio di un Magnificat da me udito molte volte dalla bocca di una donnicciuola nella Chiesa di S. Francesco di Paola, in Palermo:

Magnifica arma mea Sdomino.