[165]Pollaci-Nuccio, Delle Maestranze in Sicilia, nelle Nuove Effem. Sicil., serie III, v. V, p. 262. Pal. 1877.
[166]Provviste del Senato, a. 1780, p. 373.
[167]Atti del Senato, a. 1775-76, p. 383; a. 1777-78, p. 416.
[168]Capitoli del Senato, t. III, pp. 55-56. Pal. 1768.
[169]Teixejra, op. cit., v. I, cap. X. — De Vio, Privilegia, a. 1612, pp. 466 e seg.
[170]Tra le Provviste del Senato, a. 1784-85, pp. 435, 530, è un viglietto di S. E. al Senato perchè, in seguito alla abolizione del Collegio de' misuratori, che erano in numero di 30, intìmi loro il divieto della privativa del loro mestiere.
[171]Notevole questo: che il 15 Agosto del 1787 non potè aver luogo la solita festa dei cilii, perchè la riscossione delle tasse annuali dei maestri fu proibita dal Re. Vinc. Torremuzza, Giornale Istorico inedito, p. 444. Ms. della Bibl. Com. di Palermo.
[172]Vedi innanzi, p. 91, e De Franchis, Ceremoniale ined. pp. 488-97.
[173]A. Sansone, Avvenimenti, p. XX.
[174]Sull'argomento delle Maestranze in Sicilia, oltre le pubblicazioni dell'Orlando, del La Colla, dello Starrabba, del Lionti e i cenni del La Lumia (Storie siciliane, v. IV), e del Di Marzio (I Gagini e la Scultura in Sicilia, v. II), notate dal Cusumano nel Giornale degli Economisti, v. V, fasc. 3º, e gli scritti del Pollaci-Nuccio e del Beccaria sopra citati, giova vedere: F. Maggiore-Perni, La Popolazione ecc., pp. 395-621; F. G. Savagnone, Le Maestranze siciliane e le loro origini dalle corporazioni artigiane nel Medio Evo (Pal., Amenta, 1892), che abbiamo molto utilmente tenuto sott'occhio in questa rapida corsa; G. Scherma, Delle Maestranze in Sicilia, contributo allo studio della questione operaia (Pal., Reber, 1896), che però non abbiam potuto leggere.