[245]R. De Saint-Non, Voyage, t. IV, p. 139. — De M[ayer], Voyage, p. 212.
[246]De Bernardis, Rivoluzione di Palermo del 1820 espressa in diciotto incisioni.
[247]Ortolani, Sulle antiche e moderne tasse della Sicilia, p. 49. Palermo, 1813.
[248]Villabianca, Diario inedito, 1787, p. 127. Vedi pure Torremuzza, Giornale della città di Palermo, p. 234. Ms. Qq. H, 2 della Bibl. Com. di Palermo.
[249]D'Angelo, Giornale ined., pp. 327-28.
[250]Vedi a p. [pg 76]_ del presente volume, e L. M. Majorca Mortillaro, Lettighe e Portantine, 2ª edizione, p. 79. Palermo, 1901.
[251]Quando alcuni anni fa, il dì 4 Settembre 1899, il Cardinal Celesia volle recarsi al Santuario della Patrona di Palermo, la portantina venne apprestata dalle nobili suore del Monastero di S. Caterina. Vedi Sicilia Cattolica, 5 Settembre, 1899.
[252]È noto che anche in Sicilia fu in uso la pena del vitupero inflitta ai falliti. Costoro dovevano, non occorre qui ricordare in che forma indecente, in mezzo a pubblico tutt'altro che afflitto, sedere sulla pietra della vergogna. Ricordo dell'indegna usanza è la frase tuttora viva, ma non da tutti compresa: Dari lu.... a la balata, la quale significa: fallire, ridursi sul lastrico.
[253]Meli, Poesie, p. 189. Significato di questi versi: una portantina a quest'ora? sarà un medico, o una mammana? o una ronda che acciuffi (catturi) qualcuno?
[254]Lutti di corte, di nobili, ecc.