| [294] | Scorrendo da alcuni anni gli archivi del «Nobile e Salutifero
Collegio degli Aromatari» di Palermo, troviamo larghe
prove di queste affermazioni dolorose. Nel solo a. 1785, per
violazione di diritti, il Collegio, a ragion di liti, e per sole
mance pagava di continuo i servi dei causidici Orlando, Ferraloro,
Denti, Ardizzone e lo staffiere di Nicolò Schiavo, e i
creati del Pretore, del Vicerè, del Presidente Leone, del Presidente
Paternò, del Presidente Airoldi, e i seggettieri del Protomedico
e perfino quelli del Procuratore del Collegio.
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