—Così volevano il desolato consorte e lo suocero marchese Cavour, ripigliò il conte Mariano. Con amorosa istanza il padre marchese Agostino richiese la salma di Adele, e la ottenne, per aversela sempre vicina, con promessa che non rimarrebbe in questa tomba oltre la vita di lui.

Di poi, per dissapori nati fra le due case, il marchese Lascaris, dimenticando, o troppo rammentando la promessa, trovò un modo singolare per assicurarsi la sepoltura presso l'amatissima figliuola. Legò il castello di Pianezza colle sue adiacenze e gli arredi alla Mensa arcivescovile di Torino, con l'espressa condizione di non permettere che da Pianezza fosse levata la spoglia della marchesa Adele.—

LIII.

Usciti dal palazzo, passeggiammo nel parco, veramente grandioso, fra il canto degli augelli e il mormorio della Dora. Scendendo ad ostro, giungemmo alla galleria sotterranea del castello, nella quale, fra oggetti d'archeologia, si conserva la bella marmorea tomba del poeta cav. Filippo Vagnoni. Quel sarcofago, caduto in potere dei frati di Vinovo, fu convertito in vasca da lavare, e poi servì ai villici per abbeverare gli armenti. Il marchese Agostino Lascaris, conosciutone il pregio, contentò i villici con un abbeveratoio di legno, ond'egli potè far trasportare nei sotterranei del castello il sarcofago, fra i pipistrelli che svolazzano sopra le ammirate sculture di argomento mitologico.

LIV.

Maria Bricca

L'edera si abbarbica nell'arco della porta che mette al sotterraneo, e nel piccolo piano che vi sta innanzi, un antico albero di noce, ed acacie e cipressi sorgono intorno alla colonna, in cui si legge: A Maria Bricca.

L'avvocato cagliaritano, Giuseppe Orano, giovane di fervido ingegno e di molto zelo negli studi, che si aggirava a diporto in que' dintorni, erasi aggiunto alla nostra compagnia nei viali del parco, e con noi entrato nei sotterranei; ond'io innanzi alla colonna memoranda, voltomi al conte, dissi:

—Caro Mariano, tu che, qui dimorando, sai meglio di me il fatto glorioso di Maria Bricca, narrane, ti prego, i particolari a questo giovane sardo, il quale, nell'udire da te le imprese dell'eroina di Pianezza, ricorderà volentieri quelle della eroina di Sardegna, Eleonora di Arborèa.

—Ben volentieri, rispose il conte Mariano, mentre il giovane sardo gli faceva atti di ringraziamento.