Il giovane sardo si mostrò contento alla mia proposta, e il conte Mariano mi strinse la destra con segni di approvazione.

LV.

Collegno.

Accostandosi a Torino, s'incontra Collegno, villaggio di 1700 abitanti.

I luoghi antichi nei dintorni delle città spesse volte prendevano nome dalle distanze. Presso Cagliari vi ha Quarto, Sesto e Settimo; presso Bologna vi ha Quarto e Sesto, e Sesto pure è ne' dintorni di Firenze; Settimo a sette miglia da Torino, e ad Quintum, a cinque. Quest'ultimo luogo ora è detto Collegno (latinamente Collegium), e sorge a maestrale ed a tre miglia piemontesi dall'augusta città della Dora, perocchè la misura subalpina sta all'antica romana come tre a cinque.

Collegno siede nel piano sulla riva destra del fiume, la quale essendo più elevata della sinistra, offre verso ponente e borea una veduta assai estesa, e vanta salubrità di clima. La Dora vi scorre in alveo profondo sotto il castello e il paese fra sponde artificiali di grosse pietre saldissime, e si dirama in quattro gore, appellate canali e bealere, che fecondano l'aprico territorio dell'intiero Comune, lieto di prati, gelsi e pometi.

LVI.

Tre pensieri mi rimangono di Collegno, il castello, il molino anglo-americano ed il manicomio.

Il castello di Collegno è assai antico. Tutta Italia fu munita sui monti di tali fortezze, o per difesa di un feudatario contro un altro, per frenare l'impeto degli stranieri che spesso irruppero su le nostre belle contrade, contenti di trovarle discordi e miseramente divise.

Codesto castello seguì le vicende del paese, passando di padrone in padrone, di rovina in rovina. I Francesi che nel secolo decimosesto cerchiarono Torino di fortificazioni, da essi poi smantellate ai tempi napoleonici, atterrarono molta parte di questo castello prima della loro sconfitta a S. Quintino. Una parte sta ancora in piedi ad attestare la fortezza del tutto, atto e disposto a resistere al morso dei secoli, non che alla rabbia degli invasori.