Nel secolo nostro, oh quale miriade di splendidi ingegni mi si presenta nell'arte, cominciando dal nizzardo G. Battista Biscarra! Io riverente vi saluto, o Pelagio Palagi e Carlo Arienti, o Antonio Gaggini e Vincenzo Vela. Voi, sebbene non piemontesi di origine, siete gloria artistica della Dora, perchè foste chiamati a ragguardevoli uffizi nella nostra Accademia.

Altri bei nomi mi ricorrono in mente. Il Migliara di Alessandria fu mirabile nella pittura d'interne prospettive; Fabrizio Sevesi e Luigi Vacca furono frescanti e pittori scenografi di gran valore; Francesco e Guido Gonin, Enrico e Francesco Gamba, Gaetano Ferri, Andrea Gastaldi, Angelo Capisani, Ferdinando Cavalieri, Pietro Ayres, Camino, Perotti, Beccaria, Raimondi, i conti Corsi e Pastoris, e i due Felice, Cerutti e Biscarra, sono cari nomi che spesso udimmo ripetere ed encomiare in vari generi di pittura nelle annuali pubbliche esposizioni di Belle Arti.

Nè meno della pittura più volte ammirammo nelle pubbliche mostre l'arte statuaria di celebri professori già accennati e dei valorosi Giovanni Albertoni, Giuseppe Dini, Scipione Cassano, Silvestro Simonetta e Carlo Caniggia. Che più? Anche la stampa detta umoristica, mostra quotidiana, vanta sulla Dora quattro bizzarri corifei a matita, Redenti, Allis, Teja e Virginio.

Le glorie subalpine sono di tutta la nazione, onde il Re e il Governo onorarono di commissioni e d'insegne cavalleresche parecchi de' nostri artisti, e la storia segnò i loro nomi sui nuovi allori dell'arte italiana.

XVIII.

La Societa' promotrice delle Belle Arti
e il Circolo degli Artisti.

Fra tanto fervore di nobili ingegni opportunamente nel 1842 in Torino fu costituita la Società promotrice delle Belle Arti che ha per iscopo di eccitare fra gli artisti una lodevole emulazione, di propugnare le notizie delle loro opere, e di aiutarne lo spaccio, acquistandone in proporzione dai fondi sociali. A tal fine nella primavera d'ogni anno essa apre una pubblica esposizione di lavori di Belle Arti.

Promotore e primo presidente della Società fu il conte Cesare di Benevello, amante e cultore appassionato della pittura, a cui succedette altro mecenate, il marchese Ferdinando di Breme. Promotore insieme col Benevello, e, a buon diritto, segretario primo di essa fu il Paravia; ed ora, sette volte rieletto, segretario della Società è il cav. Luigi Rocca, nome gradito, che s'incontra spesso quando in Torino si principia e s'incoraggia un'opera buona ad onorare gl'ingegni.

La Società andò mutando seggio, ed ora ha stanza accanto al Teatro Scribe, in via della Zecca, nel proprio palazzo, acconciamente architettato dal cav. Mazzucchetti.

Chi desiderasse conoscere i particolari della Società narrati con brio ed eleganza, legga le storiche pagine che Luigi Rocca nel novembre del 1864 mandò innanzi all'Album offerto a tutti i benemeriti che contribuirono all'erezione dell'edificio per le esposizioni di Belle Arti.