Vincenzo Monti con forti immagini ricordò quell'avvenimento nella sua Basvilliana, dove parlando di Francia prorompe:

La sovrana dell'Alpi in sull'entrata
Ponsi d'Italia e ferma tiensi e salda,

E alla nemica la fatal giornata
Di Guastalla e d'Assietta ella rammenta,
E l'ombra di Bellisle invendicata

Che rabbiosa s'aggira e si lamenta
In val di Susa[11].

Lo ricordò pure Giulia Colombini, la Debora subalpina, nella fatidica canzone a Torino, esclamando:

Biancheggia ancor d'Assietta
L'insuperata vetta
D'ossa francesi, e s'ode ancor distinto
Suonar per quella riva
Lo straniero lamento e il nostro evviva.

Su tale argomento non va dimenticata la canzone che suona tuttavia fra gli alpigiani di Val di Susa, perchè in essa io veggo l'indole guerresca di questo popolo, e ne sento le schiette melodie.

Questa canzone, composta da un cieco del Sauze d'Oulx, per nome Michelin, pigliando argomento dal titolo Assietta, che nel dialetto piemontese suona piatto, splende di così vivaci immagini e di tanto arguta ironia da non recare stupore che sia stata causa di frequenti risse fra Piemontesi e Francesi. Eccone due strofe:

Où a-t-on jamais vu
Un tour si agréable!
Les Français résolus
Avec leur nez pointu,
Partant de leur pays
En foule et à grande presse
Pour venir prendre l'Assiette
Que nous avons devant!
Bellisle impertinent!
. . . . . . . . .
. . . . . . . . .

Cinq mille fantassins
Y ont perdu la vie
Voulant tremper le doigt
A l'Assiette des Vaudois;
D'abord en arrivant
De poivre et de moutarde
Leur ont brulé la barbe,
Disant: n'avancez pas
Votre nez dans le plat![12]