Caro Abate, non vi maraviglierete dunque che anch'io, come il monaco di Padova e il canonico di Vercelli, porti singolare affetto al Gerson che fu il fondatore di questo chiostro, e che forse meditò il celebre libro nella prossima chiesa che andremo a visitare.
—Ammiro, sclamò l'Abate, l'ossequio degl'Italiani al pio libro su cui tanto si è disputato. Benchè un nostro romanziere lo pigliasse a gabbo in questa età di scettici, pure le anime credenti, nelle tribolazioni, cercano conforto in quel libro, che il nostro Lamennais traduceva e splendidamente commentava nei giorni migliori della sua fede, e che il vostro Gioberti baciava morendo.
Così parlando mi strinse fortemente la destra e poi riprese:
—Sì, sì, il libro Dell'Imitazione è santissimo libro. Oh! come si sarebbe deliziato in questi discorsi il nostro lagrimato Ozanam, che tanto amò Francia e Italia, immedesimandole nel sentimento del bello e del vero. Egli, abborrente dagli spiriti di parte, e con intendimento tutto umano, avrebbe con noi conchiuso, che il libro Dell'Imitazione, sia dettato da un Francese, da un Italiano o da un Alemanno, è opera che onora tutta la cristianità.
—È vero, è vero, disse il Cappellano, ch'era stato sempre intento ad ascoltare il nostro dialogo, e soggiunse: Ora venite meco a visitare la bella chiesa fondata da Giovanni Gerson.
XXXII.
Usciti dalla stanza della libreria, e discesi per l'ampia scala in compagnia del Cappellano, andammo a visitare la chiesa; la quale, se non avesse che l'impronta della sua primitiva erezione, sarebbe un pellegrino monumento di cristiana antichità, ma le scemano importanza i ristauri e le posteriori costruzioni.
La sua facciata guarda a ponente, come tutte le antichissime del cristianesimo, sicchè il sacerdote che sale pel sacrificio all'altar maggiore, tiene il viso rivolto alle regioni di Terrasanta. La maggior porta, a sesto acuto, come ai lati le due minori, hanno cornici massiccie di mattoni finissimamente lavorati ad arabeschi. La porta principale non è a piombo col sovrapposto finestrone, ma esce dall'asse verticale notabilmente verso destra. Questo difetto di simmetria nelle finestre e nelle porte di molti antichi edifizi, non saprebbesi bene a che attribuirlo, se ad inscienza architettonica, o ad una certa noncuranza allora in uso. E chi vorrebbe tacciar d'inesperto il famoso Giotto, l'architettore di quel campanile di Santa Reparata in Firenze, che Carlo V giudicava degno di una custodia di cristallo? Eppure la famosa torre di Giotto ha la porta d'ingresso fuori del centro, nè questo arbitrio le toglie vaghezza.