—Io poi non ho nè debiti nè altro, entrava a dire un terzo; e se volessi dire che mio padre mi dia scarso appuntamento, direi quello che non è. E mio zio mi vuol pure un gran bene, ed ha un poderetto qui fuori a tre miglia, con prati a marcita che rendono una bella sommetta. E non è tutto; il padre di mia madre mi ha promesso la sua casetta col cavalcavia a San Prospero, purchè mi faccia addottorar presto e diventi un gran sapiente; ciò che tanto desidera mio padre e lo zio, e mia madre anche. E cosa che fa poc'onore, e può anch'essere una fatalità, ma io non la penso così; in prima quell'aria morta di Padova è ancor più viziata di questa nostra, e le toghe dei professori mi guastano il sangue; poi se penso all'eredità, sto fresco…è come la terra promessa…ed io non mi sento di viaggiar quarant'anni, perchè, in quanto allo zio, se non è gran fatto giovane, non ha però un acciacco che prometta bene, e quantunque il nonno, se si guarda agli anni, sia ben decrepito, pure a desinare si mangia ancora il suo buon capponcello, e appoggiato al suo bastone di pino, fa tuttavia il giro delle mura a piedi che è tutto dire. Dunque vedete, s'io non vengo con voi domani, penso che a simil vita non si dura; l'inspirazione non può esser migliore, tu saldi i debiti, e a chi tocca tocca, ed io diserto casa, parenti, professori, e, viva Dio!…Ma tu…che gran diavolo volgi in testa ora?…parla e spacciati presto.
—Di che ho da spacciarmi io, per la Madonna! Il mio pensiero l'ho detto, e sto sodo. La condizione mia vuol così, e tal sia. Vadasi presto, e si faccia quel che si ha a fare… Già l'opera è bella veramente, l'opera è santa: mettersi a mangiar lardo insieme a quei bestioni di Borgogna, e tornar qui con loro a far man bassa sui nostri senza modo e senza pietà. Oh! va benone…ma l'hanno voluto, lo vogliono, e tal sia, ch'io non son già quello che possa cambiare il mio destino maledetto… Ho moglie e figli che non han pane, e pel fallito non c'è più credenza qui, no… Ma la recherò io la buona credenza, e ci sguazzeremo, perdio! Presto sarò di ritorno qui, e la vedremo… Dunque, come t'ho detto, sprechi il fiato a interpellarmi me…
—E tu, continuava lo studente, volto ad un altro che mai non aveva parlato, che cosa dici?
—Dico che ci ho bell'è pensato.
—E così?
—E così, verrò con te dimani.
—Bravo; ora sei uomo, ed io t'assicuro che ogni tuo danno sarà per volgersi in bene.
—Sentite adesso: giacchè siam tutti d'accordo, prendiam tosto per San Donato che sinchè si è qui, i pentimenti possono ancora guastare i savi disegni.
—Ben pensato… Ma e voi, che state a far lì tutti d'un pezzo?…
Ohe! dormite?
—Per me ho promesso di venire al campo, e ci verrò, ma a un patto.