—Perdonate, caro signore, ma questa è pure la prima volta ch'io vedo voi.

—Ed io la seconda che vedo te… Vi fu un tal giorno, amico mio, che in Milano, due uomini erano infelicissimi forse del pari…tu eri uno di questi, io l'altro…. Correva il 12 e si era ai 30 di marzo…. Leggo già nella tua faccia che tu non hai dimenticato quel dì…. Ma io pure lo tengo a memoria. I trombetti de' mercanti annunziavano il sequestro di tutto quanto avevi al mondo, intanto ch'io vagolava per la città senza casa e senza mezzi, cacciato, disperato. Non ho vergogna a dirlo, no, tu allora non hai veduto me, avevi altro a pensare…ma io ti ho veduto bensì e ti ho compianto… Peccato che quanto hai tu adesso sul nudo palmo, tanto io possedessi allora, che forse non avresti avuto a sentire il duro rifiuto di quell'uomo spietato del conte Ferrandi.

A questo nome, sulla faccia del fallito si stese un nuvolo ancor più nero de' soliti, poi soggiunse:

—Signore, non mi state a parlare di colui, solo a nominarmelo mi si guasta il sangue… Trattavasi della mia vita, caro signore, della vita de' miei figliuoli si trattava, e colui mi ricusò allora quanto è solito a spendere in un voluttuoso quarto d'ora.

—E permise che tu, uomo onorato, fossi posto tre volte sull'odiosa pietra. Vedi che la tua storia io la so, ma allora m'accorsi ch'era la prosperità quella che teneva chiuso il cuore di quell'uomo, e ch'io sentiva pietà della tua miseria, perch'io era miserabile al pari di te; benedetta la miseria dunque, benedetta la sventura se tanto può; e benedetta la sorte che t'ha condotto da me in questo momento.

Qui fermatosi a guardarlo attentamente:

—Tre anni fa, soggiunse, brillava la salute sul tuo volto giovanile, ed ora tu non sembri più quello. So cosa vuol dire, ma a tutto c'è rimedio a questo mondo, e quando tornerai a casa, dirai a tua moglie e ai tuoi figli, che bollirà ancora del buon brodo nella loro pentola. Domani per altro anche tu sarai dei nostri, e comunque sia per esser di noi, alla tua famiglia sarà provveduto in ogni modo.

A queste parole la faccia burbera e sconvolta di quell'uomo s'era venuta a poco a poco spianando, e il suo occhio bilioso e come iterico era divenuto rosso empiendosi di lagrime.

Durò il silenzio per qualche tempo. A un tratto il Palavicino si staccò da lui, e girò lo sguardo fra tutti coloro che lo stavano a guardare attoniti essi pure e oltremisura commossi.

—Ora, quel che ho detto a questo amico mio carissimo, io dico anche a voi tutti. Ho potuto accorgermi che in fondo voi amate il bene del vostro paese, e i suoi nemici sono pure anche i vostri, e se per rimediare alle miserie, v'inducevate ad unirvi con esso loro e a tradire voi stessi, facevate tuttavia uno sforzo faticosissimo dell'animo, e colle belle parole e le celie e le risa che non bastavano a togliervi l'amaro in bocca era inutile il vostro tentativo di far tacere il pungolo segreto. Ora ditemi con libertà quel che vi abbisogna ad uscire di travaglio, ch'io confido di potervi benissimo soddisfare, e mi chiamo anzi fortunato ch'io sia quel tale che v'aiuti in quest'occasione. Del resto, se domani vi dà l'animo d'affrontar pericoli, vogliate uscire con me al campo, ma in difesa degli Sforza nostri signori, e contro Francia sino alla morte.