Firenze, 31 Marzo 1876.

ANGELO DE GUBERNATIS.

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INDICE

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[CAPITOLO I.]

IL CASTEL DI VERGIOLE.

«E rimembrando delle nuove talle

Ch'ivi son delle piante di Vergiole,

Più meco l'alma dimorar non vuole,

Se la speranza del tornar gli falle.»

—— Messer Cino da Pistoia, Sonetto.

Erano gli anni 1305 allorchè un cavaliere cinto di tutt'arme, e portante sull'elmo un bruno pennoncello, al cadere dell'ultimo giorno d'aprile uscivasi di Pistoia per la porta di Ripalta, volgendo a maestro il suo focoso destriero. Le messi verdeggianti per ogn'intorno, l'aere tepido anche oltre l'usato, e una pienezza di vita che alla nuova stagione par che in ogni essere si trasfonda, sembrava rallegrassero il cavallo e il cavaliere. Non appena ebbe corso un breve tratto di strada, ch'egli accennando ad un paesetto sul primo colle a maestro, e dimandato a certuni che tenevano la stessa via, se fosse quello Vergiole;