A questa originalità dell'ambiente aggiungiamo la novità in tutto, persino nell'atmosfera, la varietà dei tipi, il carattere simpatico di questa gente primitiva, e respiriamo i profumi delicati che spesso escono dai negozii, in cui i proprietarii accovacciati a contare i chicchi del rosario aspettando gli avventori, cercano adescarli facendo evaporare del muschio o bruciando dell'incenso sulla soglia della loro porta.

Al tramonto tutto muore, che gran parte della popolazione si reca ad un villaggio circa un'ora dalla città per passarvi la notte che si pretende meno calda, ed allora nei bazar sono disposte sentinelle ad ogni trenta o quaranta passi perchè possano farsi la guardia fra loro; che se qualche volta vi fu rubato, lo fu con tutta sicurezza, perchè il ladro non temeva chi doveva scoprirlo. Questi soldati che montano la guardia hanno veramente l'aspetto di pezzenti, e se ne stanno in fazione fumando tranquillamente, portando seco un vaso d'acqua per bere, e alle volte persino un angareb per sdraiarvisi comodamente o farvi sedere chi vuole alleviare le noie della solitudine. La sola cosa che hanno di pulito è il fucile che tengono però sempre avvolto in cenci dove lo impugnano per non arrugginirlo.

Massaua è l'antica Sebastrium-os, e fu molto fiorente, concorrendovi i prodotti dell'India e dell'Etiopia che qui si riunivano per scambiarsi, e per riprendere poi vie diverse.

Ora non conta più di 6000 abitanti, e vi si fa poco commercio, chè l'Etiopia è ben lungi dall'essere quella d'una volta; d'altra parte il Governo egiziano cerca con ogni modo di impedire lo sviluppo dell'interno, essendo geloso e nemico dell'Abissinia. Si importa qualche poco di tessuti, filati, commestibili, e si esportano pelli, cera, avorio, zibetto, poco grano, burro, madreperla, gomma, caffè, prodotti tutti che provengono con carovane dall'altipiano etiopico, e bene spesso molto dall'interno.

Il commercio di esportazione deve subire un notevole aumento in questo porto, ora che re Giovanni, per obbligare i commercianti a percorrere maggior cammino nei suoi territorii, e nella speranza forse che Massaua per conquista o per cessione diventi parte del suo Stato, ha proibito alle carovane che partono dal Goggiam e dal Gondar di prendere la via del Galabat e Suakim, molto più conveniente, perchè piana e battuta da camelli, di gran lunga preferibili ai muli.

Fra i mille gridi che continuamente facevano vibrare l'atmosfera, uno fortissimo e continuato, misto di voci e suoni, ci deliziò tutta una giornata, gran parte della notte e riprese con maggiore intensità il giorno appresso: ce ne facemmo guida, ma ci fu impedito entrare nel tugurio da dove usciva; ma mentre ce ne stavamo ritornando soffocando il nostro sentimento di curiosità, per mezzo di un nostro servo abissinese potemmo esservi ammessi. Entrammo in una capanna costrutta con una intelaiatura di pali ricoperti da sdruscite stuoie; le pareti verticali, il tetto curvo: in un angolo due angareb con sedutevi otto donne nere, giovani avvolte in una specie di manto di tela bianca con braccialetti in argento e conterie, collane, anelli al naso,

agli orecchi e alle dita, tali da coprirle quasi fino all'unghia tinta in rosso. Accovacciata per terra stava una povera giovane malata, pure avvolta in panni bianchi, col volto mesto e sofferente: ai suoi lati due giovani battevano su rozzi tamburi mentre tutte le donne sedute cantavano a squarciagola una cantilena cadenzata, interrotta di quando in quando da un acutissimo trillo, e il pubblico composto d'una ventina d'altre persone accompagnava con un regolare batter di mani: di tempo in tempo si versavano olii profumati sul fronte della paziente o su un braciere che le stava dinanzi e con una tela si faceva baldacchino perchè i fumi profumati che ne esalavano non si perdessero nell'ambiente, ma si conservassero ad involgere l'ammalata: la semi-oscurità dava maggior carattere a questa scena originale e selvaggia, che si faceva per spaventare e cacciare il diavolo della malattia che aveva invaso quella povera disgraziata, che non so come resistesse a tanto fracasso infernale. Ci dissero poi che se l'ammalata si illude di star meglio, tutto d'un tratto s'alza e principia a ballare freneticamente: si corre allora in cerca di un montone e si festeggia la guarigione con un festino generale. Il segreto, invero, di questi miracoli sta in ciò che anche quelle donne sono capricciose come le nostre signore, e la malattia è spesso un desiderio non soddisfatto dal consorte, e lo star meglio comincia quando l'amore della pace in famiglia fa che questi porta o manda la promessa di soddisfare i capricci della moglie.

Mariam, la ragazzina del guardiano della nostra casa è occupata tutta la giornata a far farina triturando grani di dura fra due pietre: ne forma poi una pasta che cuoce in un forno alquanto originale. Un otre rotto al fondo è sepolto col labbro a fil di terra: a poca distanza un foro praticato obliquamente nel suolo comunica col basso del vaso, formando così una gran pipa, che dà luogo alla corrente d'aria necessaria a ravvivare il fuoco

acceso nell'otre: quando questo è così riscaldato se ne levano le brage e Mariam appiccica alle pareti le manate di pasta che possono quasi dirsi focacce: turato il foro nel suolo e applicato il coperchio all'otre e ben chiuso all'ingiro con pezzole bagnate, non riapre che quando la pratica le insegna che deve esser cotto questo pane che, con qualche cipolla od un po' di pesce, molto abbondante qui, forma il nutrimento di tutta la famiglia.