Quanto maggiore il desiderio della Repubblica nostra che fra li sudditi di Vostra Maestà e li nostri, passi reciproca buona intelligenza e traffico mercantile, utili ad ambi li stati, altrettanto ne riesce caro tutto ciò che viene dirizzato a questo fine. Per tanto carissimo ci è stato quello che abbiamo inteso dalle lettere della Maestà Vostra scritte al diletto nobile Alvise Sagredo, soggetto da noi per le sue ben degne condizioni grandemente amato, conducendosi nella Persia a negozio mercantile sarà ricevuto con quel candido e sincero animo che viene da lei espresso nelle medesime lettere, con la confirmazione in esse della buona disposizione della Maestà Vostra verso la Nostra Repubblica; e consolati rimanemo grandemente del buon zelo che vi tiene Vostra Maestà.
Noi ancora dove conosceremo poter riescire profittevoli ai suoi mercanti ed al comune interesse non mancheremo di porgere l'opera nostra, con quella prontezza vivezza ed affetto che avemo sempre fatto, e ne può essere stato riferto da suoi essendone grandemente a cuore la libertà del negoziare nel stato nostro a tutte le nazioni, specialmente alli Persiani; e siccome ricevemo a favore ogni testimonio che provenga da lei a maggior espressione della sua buona volontà verso il predetto diletto nobile nostro, così insieme col ringraziarnela di vivo cuore, venimo a renderla certa che tutte le volte che ne sarà dato modo non mancheremo con veri affetti di corrispondere a così graziosa dimostrazione e di conservare la nostra sincera cordialissima osservanza e comprobazione della buona amicizia che abbiamo tenuto sempre colli Serenissimi suoi Precessori; e che conserviamo e conserveremo sempre sincerissima colla Maestà Vostra affettuosa volontà verso le sue soddisfazioni, desiderandole sempre ogni maggior prosperità e contento; e gli anni di Vostra Maestà sieno lunghi e felicissimi.
| De parte | 114 |
| De non | 4 |
| Non sinceri | 7 |
Alberto Zuntani
Nodaro Ducal.
Archivio Manin, codice MCCCLVII.
DOCUMENTO LXXVI.
Copia di capitolo contenuto nella parte dell'eccellentissimo senato 7 dicembre 1548.
L'anderà parte: che salve e riservate tutte le parti prese a questa non repugnanti, sia per l'autorità di questo consiglio preso et etiam confirmato nel nostro M. C. che l'elezione del nuovo console et successori, se faccia per anni 3 in loco de anni 2 che stanno ora, e il titolo suo sia Console della Sorìa, il qual console star debba in quel luoco della Sorìa che per questo Consiglio sarà deliberato più comodo alli mercadanti et mercanzia, e che sia di minor spesa al cottimo; il quale console aver debba de salario ducati 600 all'anno a v. l. 6,4 per ducato, netti da ogni angaria per sue spese, et etiam habbi tutti li consulagi di Tripoli e della Sorìa, il che sarà di buona utilità al predetto console per esser compita la concessione facta per il Consiglio nostro dei X alli figliuoli del n. h. Angelo Michel come avevano loro giusta la parte presa in questo Consiglio sotto li 2 zugno 1544, e debba cessar alli detti consoli la utilità che aveano dal cottimo delli 5 p. 0/0, per iscoder li 3 p. 0/0 ed ora li 2 da marine permessi a detti consoli fino a che compiva detta concession dei Micheli, giusta el tenor della predetta parte. Intendendo che la elezion del console di Tripoli sia fatta per il Consiglio dei XII per anno uno, e così di anno in anno s'abbia a continuar; et esso vice-console sia nobile nostro nè altrimenti possino far, ed il vice-console che sarà eletto ut supra debba dal cottimo aver il salario solito a darsi di asraffi 270 all'anno da grossi 5 per asraffo. Quanto veramente al scoder li 3 p. 0/0 ed ora due di cottimo et altre angherie alle marine, il console nostro sia obbligato lui far el scoditor, el qual console si intendi piezzo e servador di buona administrazion del danaro che si scoderà a dette marine, il qual scoditor sia pagato delli danari di esso console, e perciò il cottimo non abbia spesa alcuna come porta il dover.