Per quella antiqua et candida amicitia, che ha sempre tenuta e tiene la signoria nostra con la imperiale Maestà Vostra, noi havemo deliberato di mandarle un nostro ambasciator per farle intender le cose che sono scritte qui a basso; ma il conoscer che le strade tutte, per le quali si può venire alla Maestà Vostra, sono guardate con gran diligenza dei Turchi, ne ha fatto ritardare, ma non mancheremo di farlo se sarà possibile. Fra tanto il sig. Dio ne ha mandato avanti un altro mezzo, che è l'onorato chogia Alì di Tauris, suddito della Maestà Vostra, il quale si attrovava in questa città con un grossissimo cavedal (capitale) et fu intrattenuto con tutta la soa roba per causa della presente guerra mossane tanto ingiustamente dal sig. Turco; ma avendo noi inteso questo esser suddito fedele di Vostra Maestà, l'abbiamo fatto metter in libertà e rilassarli tutte le robe sue, per quel singolare amor e respetto che portiamo all'imperiale Maestà Vostra. Questo chogia Alì ne ha detto che desidera tornar a casa soa, et si è contentato di portar le presenti lettere nostre per Vostra Maestà: la quale saprà che essendo noi in pace col sig. sultan Soliman passato imperatore di Costantinopoli, conservata per molti anni, morto lui il presente sig. sultan Selim suo figliuolo la confirmò con solenissimo giuramento, ma da poi senza alcuna causa ne ha rotta la detta pace et mandato contro di noi la sua armata, quale è andata per far l'impresa del regno nostro de Cipro, et ha mandato anco le genti sue de terra in Dalmatia contro le nostre città. Ma noi con la gratia de Dio havemo fatto preparazione di una grande et potente armata et de gente de piè et de cavallo; et oltre delle nostre forze li principi christiani hanno fatto preparativi per congiungersi con noi contro questo comune inimico, tanto che l'anno presente et anco quelli che veniranno si farà animosamente la guerra, et non si vorrà più la pace con questo sig. poichè si vede che el non osserva la fede; e se la Maestà Vostra imperial la qual ha forze così grande et tremende alli Turchi, con questa occasione si moverà contro di questo suo inimico, il qual non le ha mai osservato cosa che li abbi promesso, si po tener per sicuro che combattendolo noi con li altri christiani da questa parte et la Maestà Vostra dalla sua, ella potrà ricuperar quel paese che esso le ha ingiustamente occupato, e romperli quei disegni che l'ha d'andar molestando et infestando ora un principe et ora l'altro senza conservar amicitia con alcuno, se non in quanto le serve per farli star quieti sino che el combatte con un altro. Vostra Maestà è piena di prudentia et valor, e siamo certissimi che non la lascerà passar questa occasione di batter questo suo inimico: il che oltra l'obbligo grandissimo che noi li averemo, apporterà immortal gloria al suo nome, ampliazone al suo impero, et una sicurtà perpetua che questo signor non sia in qualche tempo per darli molestia, secondo che per molti effetti ha mostrato di haver in animo, se ben al presente simula, di voler star in amicizia con lei, ma non aspetta altro che tempo comodo a poterlo offender, cosa che non può far ora per la guerra che ha con la cristianità. Noi dunque la pregamo a muoversi con generoso animo contro di lui, et promettemo a Vostra Maestà in fede di vero principe, che noi con li altri cristiani dal canto nostro faremo ogni sforzo per batter in mare et in terra questo universale inimico di tutti. Non saremo più lunghi, perchè confidamo che Vostra Maestà coglierà la occasione che li manda il sig. Dio, il qual pregamo che li doni felice e longa vita.

Parti Secrete; fra i nostri Codd.

DOCUMENTO XXIII.


1570, 30 ottobre, in Zonta.
Che al fedelissimo nodar estraordinario della cancelleria nostra Vincenzo di Alessandri sia commesso in questa forma:

Vincenzo! Sperando noi ricever da te ottimo servitio, per l'esperienza che hai delle cose turchesche e delli dispareri che sono tra il sig. Turco et il signor Sophì, abbiamo deliberato col Consiglio nostro dei X e Zonta, di mandarti in Persia a quel serenissimo signor con lettere nostre per eccitar Sua Maestà a muoversi contro il sig. Turco; però col nome de Dio ti metterai in cammino, sollecitandolo quanto ti sarà possibile, et giunto a quel signor, dopo presentate le nostre lettere, et facta certa Sua Maestà della sincera amicitia che tenemo con lei, le dirai che avemo voluto mandarti per darle conto della guerra che con tanta ingiustizia ne ha mossa il sig. Turco, contro la sua parola et giuramento, senza che da noi gli ne sia sta data alcuna causa, del che anco li avemo dato aviso con altre lettere nostre che li saranno portate da un suo suddito. Et così le narrerai il modo tenuto da quel signor in romperne la pace, et come con tutte le sue forze da mar e da terra è venuto contro di noi, talmente che ha abbandonato tutti quei paesi di là in arbitrio e poter di Sua Maestà se non vorrà perder l'occasione; poi seguirai che noi gagliardemente se difendemo et per mar et per terra: e che li altri cristiani si congiungono con noi a' danni di questo comune inimico, et che siamo per continovar la guerra: di modo che tenendolo noi travagliato da questa parte, se Sua Maestà se muoverà dalla sua, farà quei maggiori progressi che possa desiderar, sì perchè ha potentissime forze come perchè li popoli sono devoti del suo nome; et li potrai dir che essendo tu stato per molti anni in Costantinopoli, li puoi far fede del mal animo che ha quel signor contro Sua Maestà, ma che al presente lo dissimula per causa della guerra che ha contro i cristiani, temendo che quando Sua Maestà si movesse contro di lui fosse con suo grandissimo danno; et qui li pondererai come per la guerra che detto sig. Turco fece ultimamente in Ungheria si sono molto debilitate le sue forze. Con queste et altre ragioni che el sig. Dio te metterà avanti, procurerai di eccittare Sua Maestà a rompere col sig. Turco, promettendoli sempre che noi da questa parte faremo gagliardemente la guerra insieme colli altri cristiani: e le dirai che ella non può aver maggior occasione di aquistarsi oltre la ampliazione del suo imperio un nome immortale, e di obbligarsi in perpetuo la Signoria Nostra con tutta la cristianità. Questo negotio se non potrai trattarlo con Sua Maestà, lo farai col suo primo ministro, facendogli intender che con prima occasione se mostreremo gratissimi del favor che ne haverà fatto Sua Maestà; e ne escuserai se non avemo mandato li onorati presenti che si convengono et a Sua Maestà Imp. et a Sua Magnificentia: perchè hai convenuto andar incognito et senza impedimento per poter liberamente passar per li paesi del sig. Turco, et procurerai di avere la resoluzione et risposta alle nostre lettere, con la quale te ne ritornerai a noi.

Ti abbiam fatto dar per le spese del viaggio de andata et ritorno ducati 1200 delli quali non sei obbligato mostrar conto alcuno.

De parte21
De non0
Non sinceri1

Parti secrete; ibid.