Se ne ritorna al presente a V. M. l'onorato e valoroso agente suo Fethy Bei, espedito intieramente di tutti li negozii, per i quali fu egli inviato da lei in questa città, essendo stato gratamente veduto ed accarezzato da noi, e favorito ancora in tutto quello che ricercava il bisogno, coll'aver in particolare comandato ai nostri ministri di indirizzarlo in maniera che nella provvisione delle armi, zacchi ed archibugi a lui concessa, et a noi dalla Maestà vostra con sue lettere officiosissime raccomandata, egli ne riportasse, come fa, cose onorate et degne della sua real persona. Et ci è riescita gratissima sopramodo questa sua amorevole confidenza, la quale conosciamo derivar da una sincera affezione che vostra Maestà porta alla Repubblica nostra, per la occasione che ci ha prestata di dimostrare nella persona di questo agente l'ottima disposizione dell'animo nostro verso di Lei; il che non tralasciamo in alcun tempo di manifestare al mondo con veri effetti, usando ogni amorevole trattamento a tutti li sudditi di V. M. che capitano in questa città nostra, per corrisponder a quei cortesi termini che lei conforme alla grandezza del real animo suo usa verso li sudditi e mercanti nostri, che se ne vengono in quelle parti. Il qual mezzo è sopra ogni altro altissimo, non solo per stabilire ma stringere et augumentare maggiormente a beneficio del comune commercio quella perfetta amicizia et ottima corrispondenza, che per lunghissimo e continuato corso d'anni si è mantenuta tra quella potentissima corona e la Repubblica nostra, e che dal canto nostro sarà conservata con ogni termine di ufficio verso la serenissima sua persona. Alla quale auguriamo accrescimento di grandezza con perpetuo corso di gloria e felicità.
Et da mo: sia preso che per corrispondere all'onoratissimo presente mandato dal re di Persia per il predetto agente suo alla signoria nostra, sieno spesi delli danari del deposito per le occorrentie, dalli officiali nostri alle rason vecchie fra ducati 1300 in quelle robe e gentilezze che parerà al collegio nostro per mandar a quella Maestà, insieme colle lettere pubbliche da esser consignate al predetto agente suo. Al qual sieno parimenti donate in nome della signorìa nostra tante vesti di seta di quella sorte che parerà ad esso collegio per il valor di ducati 200; ed alli 8 uomini che sono in sua compagnia sia dato una veste di panno scarlatto per cadaun, da esser dette vesti pagate colli medesimi danari del deposito per le occorrentie.
| De si | 133. |
| De no | 2. |
| Non sinceri | 9. |
Cicogna Iscrizioni, e Delib. Senato, Arch. gen.
DOCUMENTO XXXVI.
Al famoso ed eccelso fra i principi della nazione cristiana, eletto fra i potenti e grandi signori che vivono nella legge del Messia, dominatore di paesi e di provincie, administratore della giustizia, ornato di virtù valor e prudenza, il potentissimo Doge di Venezia, a cui il Signor Iddio aumenti lo stato e la potenza.
Dopo molti onorati saluti che si convengono alla sua dignità e grandezza, ed alla buona amicizia et amor che è fra noi, le si fa colla presente nostra real lettera amichevolmente sapere: che essendo nostro particolar desiderio di continuar sempre nella buona amicizia ed unione con tutti li principi famosi della cristianità, ed in particolare colla sua alta e felice persona, come principe giusto, savio e potente, abbiamo voluto con questa nostra regal lettera visitarla e salutarla ora di nuovo, certificandole detta buona volontà ed affezion che portiamo alle sue alte persone ed a tutta la sua eccelsa repubblica; e perchè lei sa la contesa e la guerra che vertisce ora tra noi ed il re dei Turchi, il quale facendo per ciò prender a Costantinopoli ed altrove tutti li mercanti nostri sudditi e dipendenti ha fatto confiscare le robe ed ogni altra cosa che essi portavano per uso e servizio della nostra real corte; onde essendoci levata l'occasione di poter mandare costì delli nostri proprii uomini di corte, per esser impedito e vietato il passo, abbiamo determinato di mandar ora costì l'onorato fra i pari e simili suoi chogia Chieos mercante cristiano zulfatino, così per fare questo complimento a lei, come anco per fornirsi di là di alcune robe e merci che fanno bisogno per uso della nostra real corte; però desideriamo che sia da lei commesso ed ordinato alli suoi onorati ministri ed agenti che voglino per amor nostro favorirlo ed ajutarlo in ogni sua occorrenza, affinchè egli possa spedirsi presto e bene delle sue faccende, e ritornarsene qui quanto prima può con le robe che gli sono state da noi commesse ed ordinate. Con questa occasione non resteremo anco di pregarla di darci qualche avviso di questi nostri agenti che vennero già costì per nostro servizio, ed anco delle loro robbe ed effetti quello ne è successo; desiderando noi che siano da lei per pietà ajutati e favoriti in ogni luoco per amor nostro; e se all'incontro avrà bisogno anche lei di cosa alcuna in queste nostre parti ne le faccia con sue lettere confidentemente sapere come si conviene tra buoni e veri amici, che sarà da noi eseguito prontamente il suo desiderio in tutto quello che le sarà qui di bisogno; e per fine desideriamo che le sue forze e grandezze siano sempre in aumento.
Senza data — In luogo di sottoscrizione è posto nel rovescio della lettera il bollo regale che dice: Shàh Abbas servo di Alì protettore del regno.
Filza Atti turcheschi.