Corfinium nel paese dei Peligni, [303]; capitale degli Italici durante la Guerra sociale, [303].
Corfù, occupata da Pirro, [101].
Corinto, e la prima Guerra illirica, [135]; piazzaforte macedone in Grecia, [185]; distrutta (146 a. C.), [223-24]; ragioni della distruzione, [225]; conseguenze sulla economia del mondo mediterraneo, [228].
Cornelio (P. Scipione) (cons. 218 a. C.), [150]; nella Cisalpina, [150]; a Marsiglia, [150]; a Pisa, [151]; battuto presso il Ticino, [151]; si ritira a Piacenza, [152]; poi alla Trebbia, [152]; in Spagna; sua morte (211 a. C.), [165].
Cornelio (Cn. Scipione), fratello del precedente, [151]; in Spagna, [151]; taglia le comunicazioni con l’Italia e la Spagna, [154]; sua morte (211 a. C.), [165].
Cornelio (P. Scipione Africano), alla battaglia del Ticino (218 a. C.), [151]; carattere e popolarità, [166]; proconsole (210 a. C.); in Spagna (209 a. C.), [166]; prende Cartagena, [167]; vince a Baecula (206 a. C.), [169]; e ricomincia la riconquista della Spagna, [169]; console (205 a. C.), [169]; suo disegno di invasione dell’Africa cartaginese, [169], [170]; parte per l’Africa (204 a. C.), [170]; assedia Utica, [170]; vince Siface e i Cartaginesi, [170], [171]; trattative di pace, [170]; vince presso Zama (202 a. C.), [171] sgg.; sua politica dopo la seconda punica, [188-89]; proconsole nella guerra contro Antioco (170 a. C.), [171]; accusato di perduellione, [202], [209], n. 4; in volontario esilio, [202-3].
Cornelio (L. Scipione) (console 190 a. C.), fratello del precedente e generale supremo contro Antioco, [171]; accusato di appropriazione indebita, [202], [209], n. 4.
Cornelio (P. Scipione Emiliano), tribuno militare in Africa, [220]; carattere e valore, [220]; console (147 a. C.), [220]; generale romano nella terza punica, [221]; vince e distrugge Cartagine, [222-23]; suo partito in seno alla nobiltà, [230]; in Oriente, [234]; console (134 a. C.) e generale in Spagna, [235]; suo giudizio su Tiberio Gracco, [243]; distrugge Numanzia (133 a. C.), [244]; riordina la Spagna, [244]; e gli italici, [245]; sua morte improvvisa, [247].
Cornelio (P. Scipione Nasica), contro i Graccani, [242-43].
Cornelio (L. Silla), questore di Mario, [273]; tratta con Bocco per la cattura di Giugurta, [276]; nella Guerra cimbrica, [309]; pretore (102 a. C.), rimette sul trono Ariobarzane, [294]; console (88 a. C) e generale contro Mitridate, [309]; aborrito e avversato dai cavalieri, [310-11]; marcia da Nola su Roma, [313-14]; sue leggi, [315]; in Grecia (primavera dell’87 a. C.), [316]; hostis publicus, [318]; saccheggia la Grecia 319; vince Archelao a Cheronea (86 a. C.), [320]; accordo tacito con Valerio Flacco?, [321], [322], [337], n. 2; vince Dorilao a Orcomeno (86 a. C.), [322]; corrompe Archelao, [323]; stipula la pace di Dardano con Mitridate (85 a. C.), [323-24]; in Asia e in Grecia (85-83 a. C.), [325], [326]; tratta col governo democratico di Roma, [325]; cambia il sistema d’esazione delle imposte in Asia, [326]; prima Guerra civile (83-82 a. C.), [326] sgg.; suo ritorno in Italia (83 a. C.), [328]; sconfigge Norbano, [328]; padrone dell’Italia meridionale, [328-329]; occupa Roma, [329]; combatte Carbone, presso Chiusi, e la Cisalpina gli si arrende, [331]; grande repressione in Italia, [333]; dittatore (82-79 a. C.), [334] sgg.; si ritira a vita privata, [337]; muore a Pozzuoli (79 a. C.), [337]; suo pensiero politico, [334]; sue Memorie, [337]; l’opera di Silla distrutta (70 a. C.), [354].