BADIA A SETTIMO — ANTICO INGRESSO.

Attorno a S. Martino alla Palma sorgono numerose e belle ville signorili, fra le quali vanno specialmente ricordate quella detta La Loggia dei marchesi Torrigiani che conserva quasi intatta una sala nella quale Bernardino Poccetti con tutta la brillante leggiadria del suo colorito ritrasse il trionfo di Psiche, e la villa Antinori di Monte Aguglione che ricorda forse il luogo d'onde provenne quel Baldo, il Villan d'Aguglione, uno dei giudici che decretarono l'esilio dell'Alighieri.

BADIA A SETTIMO — TINAJA.

Sulla vetta di un alto poggetto, un'altra villa, più modesta d'apparenza e dominata da una vecchia torre, ricorda il nome ed il luogo di un'antica rocca dei conti Cadolingi, Monte Cascioli. Quel castello, i cui signori davano molestia a' passanti ed al ristretto territorio della Repubblica Fiorentina, dette ragione ad una delle primitive imprese guerresche delle milizie fiorentine, le quali nel 1113, preso d'assalto il molesto fortilizio, ne uccisero i difensori e ne smantellarono le mura.

Poco oltre, un grandioso edifizio che nel suo ampio prospetto rappresenta il tipo delle suntuose ville toscane del XVII secolo, apparisce a metà della pendice, in fondo ad un lungo ed ampio viale. È Castel Pulci, fortilizio un giorno di quella famiglia Pulci che dette alle lettere poeti gentili e che, dopo avere avuto in patria potenza grandissima, subì nelle lotte delle fazioni la sorte dei vinti. Il castello fu più tardi trasformato in palazzo, ricco di ogni comodità, dai marchesi Riccardi; oggi è una succursale del manicomio di Firenze.

Giù nella pianura, spicca colla sua massa grandiosa e severa la chiesa di S. Giuliano a Settimo, una delle pievi più antiche del territorio fiorentino. Di lei si hanno memorie fin dal secolo VIII, mentre nel campanile si legge tuttora la data 1143. Della primitiva struttura conserva soltanto i fianchi ed il tergo; ogni altra parte fu raffazzonata ne' tempi moderni. Delle opere d'arte che, scampate alla dispersione, adornano ancora questa chiesa, la più interessante è un bassorilievo donatellesco in terracotta colorita che il popolo chiama per antica consuetudine la Madonna dei fiori. La Vergine, animata da un soave sentimento di dolcezza, vedesi di mezza figura seduta in atto di ammirare con materna compiacenza il putto leggiadro che le sta in grembo. Attorno al bassorilievo, che ricorda il fare del Rossellino, è un ricco festone scolpito in pietra.

Di maggiore importanza per la sua antichità, per la sua storia, per le manifestazioni differenti all'arte che vi son riunite, è la

BADIA A SETTIMO.