SAN MORO PRESSO SIGNA. BASSORILIEVO ROBBIANO NELLA CHIESA DI S. MAURO.

Fra la via Pistojese e l'altra via comunemente chiamata Lucchese, che segue più da vicino il corso dell'Arno, è un'immensa estensione di campi e di prati che han preso il posto di quei tristi e paludosi terreni, per sanare i quali, prima la Repubblica poi il governo Granducale profusero denari a piene mani.

Sulla via Lucchese non è men fitto il caseggiato ed i borghi si succedono senza interruzione l'uno all'altro.

Peretola, posto sulla sponda del Canale Macinante, scavato fin da tempo remoto per dar moto ad opifici e a mulini, è il primo di questi borghi nei quali l'industria dei lavori di paglia ha costantemente occupato la maggior parte della popolazione.

S. MORO PRESSO SIGNA — CHIESA DI S. MAURO — CIBORIO ROBBIANO.

Peretola, donde venne a Firenze la famiglia del gran navigatore Amerigo Vespucci, è artisticamente importante per la sua chiesa di S. Maria, doviziosamente ricca di opere d'arte e restituita non sono molti anni alla elegante severità del suo antico aspetto. Sotto il portico esterno, l'affresco che rappresenta S. Antonio abate seduto in cattedra fra S. Jacopo apostolo e S. Egidio, è di Giusto d'Andrea di Giusto, seguace di Benozzo Gozzoli, che lo dipinse nel 1466. Altri affreschi sono in chiesa: lo sfondo di un altare a destra entrando, nel quale sono una storia di S. Leonardo e le Sante Caterina d'Alessandria e Lucia, venne fatto dipingere da Lionardo Buonafè a' primi del XVI secolo, quando era spedalingo a S. Maria Nuova: la lunetta colla figura di S. Zanobi è della fine del XIV secolo. Più interessanti sono le opere di scultura e prima d'ogni altra va ricordato lo stupendo ciborio o tabernacolo nel quale sono magistralmente accozzati lavori di scultura in marmo, in terracotta invetriata e in bronzo. Esso fu fatto fare per la corsìa delle donne nello spedale di Santa Maria Nuova di Firenze tra il 1441 e il 1443 e l'artefice al quale venne commesso dallo spedalingo fu Luca Della Robbia. Basta questo nome soltanto per far rilevare l'importanza artistica di questo ciborio che dalla sua sede originaria venne trasferito nella chiesa di Peretola, allora di patronato di quello spedale. Altre sculture pregevolissime sono il fonte battesimale di Mino da Fiesole ed una pila, a proposito della quale si ha il ricordo del pagamento fattone nel 1446 a Francesco di Simone Ferrucci, cui si può molto ragionevolmente attribuire anche l'elegante ciborio marmoreo che serve ora di custodia per l'olio santo.