Questo motto non è di Federico Nietzsche, ma di Federico Hebbel un genio appena scoperto e che pare abbia creata la Germania.

Tanto per mettere le cose a posto, Nietzsche si scrive con ti-zeta-esse-ci-acca (ovverossia: tzsch).

«Niet», in russo, vuol dire: no; «zsche», non vuol dir niente.

Sono sicuro che non vuol dir niente in nessuna lingua, (viva nè morta), salvo forse in esquimese, idioma che mi dolgo d'ignorare.

NB. Per me l'ignoranza è un dolore, per altri una beatitudine; non credo quindi ozioso aggiungere che Federico Hebbel (— con due b —) è nato a Wesselburen nell'Holstein, il giorno 11 di Febbraio dell'anno 1813; verso — (pare) — le nove di sera. Quel giorno — (anzi quella sera) — nevicava.

L'adulatore:

Il signore di La Rochefoucauld ha detto: «L'amor proprio è il più grande di tutti gli adulatori.»

Io sono dunque «l'amor proprio» degli altri. Quando mi vedete adulare il mio prossimo, voi credete sempre che vada chiedendogli qualcosa per me. Non sempre. L'adulazione è anche una gentilezza dell'animo, una gentilezza servile, ma gentile. Io vedo con molta evidenza i meriti del mio prossimo, anche i più piccoli, anche quelli che sono solamente un desiderio, — e li lodo. Fra il pessimista che vi critica a tutt'oltranza e me che scopro il vostro valore più insignificante, non son forse nella vita un compagno più benefico io? Sì credetemi, c'è nell'adulatore uno spirito servidoresco e da ruffiano ma v'è anche un segno impercettibile di nascosta bontà.

L'astronomo:

Più che una scienza, l'astronomia è un istinto della razza umana, perchè non v'è creatura che passi nel mondo senza chiedersi cosa mai sono le stelle.